Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, i cani randagi. Il Comune spende 40 mila euro al mese

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Poco meno di 40 mila euro al mese, circa 450 mila euro l’anno. E’ il costo che Palazzo dei Priori sostiene per mantenere i cani randagi o abbandonati. Sia quelli storici custoditi a Bagnaia che quelli che vengono accalappiati mentre vagano per le strade comunali, soprattutto in questa stagione estiva, periodo in cui il fenomeno dell’abbandono da sempre fa registrare una recrudescenza. Il canile comunale di strada Novepani, a Bagnaia, gestito dall’associazione Amici animali, come noto, non può attualmente ospitare più di 200 animali a causa delle note criticità strutturali e idrogeologiche. In attesa che prenda finalmente forma il parco canile - ormai entrato di diritto nel novero delle grandi incompiute viterbesi - i cani “eccedenti” vengono dirottati in due altre strutture: il canile Querciarossa di Rita e Nicola Carosi in località Santa Maria nella frazione di Grotte Santo Stefano e quello di Valle Faul gestito da Mario Venanzi. Il conto mensile, come detto, è salato. Nel mese di luglio il Comune ha speso, nell’ordine: 12.750 euro per mantenere i cani di Grotte, 7.500 euro per quelli di Valle Faul e 17.173 euro per quelli di Novepani, tra ricovero, custodia e spese accessorie. Totale: 37.423 euro. Ovviamente si tratta di un costo inevitabile, con cui tutti i comuni devono fare i conti, ma che potrebbe essere ridotto adottando delle politiche mirate e intelligenti: per esempio promuovendo delle campagne efficaci contro gli abbandoni, sensibilizzando le famiglie che desiderano un quattro zampe a prenderlo in canile anziché acquistarne uno di razza manco il cane fosse un vestito di marca da mostrare come status symbol, prevedendo degli incentivi per chi adotta (con tutti i controlli necessari) e multe salate per i proprietari di cani non microchippati. 

 

Intanto servirebbe, però, portare finalmente a termine il fantomatico parco-canile, all’interno della stessa struttura di Bagnaia. In tutte le determine che destinano i fondi per il mantenimento, la realizzazione dell’opera continua ad essere data per imminente. Per la cronaca, la progettazione del parco, dopo una lunga discussione in consiglio comunale, risale al 2018. Nell’agosto del 2019 veniva dato incarico all’architetto Antonio Lisoni di eseguire i rilievi topografici e la perimetrazione dell’area, nonché di individuare le piazzole interne destinate ai ricoveri.

 

 

L’affidamento della progettazione definitiva è del 5 novembre 2020, mentre il 30 dicembre dello stesso anno l’architetto Maria Grazia Pompei consegnava al Comune lo studio di fattibilità per la riqualificazione del canile di strada Novepani. Da allora i 200 cani di Bagnaia e quelli ospitati nelle altre due strutture continuano ad aspettare Godot. E il Comune di Viterbo a sborsare circa 40 mila euro al mese.