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Viterbo, ceramiche di Civita Castellana. Torna lo spettro della cassa integrazione

Alfredo Parroccini
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Per il distretto industriale si preannuncia, purtroppo, un “autunno caldo”. “Alcune aziende - dichiara Rifondazione comunista -, sono state costrette a chiedere la cassa integrazione a causa dello sproporzionato aumento del costo dell’energia, ed in particolare del gas. Come Rc-Unione popolare crediamo che il Governo debba intervenire immediatamente per scongiurare l’ennesima crisi del settore, con misure serie e strutturali, visto che i provvedimenti presi finora si sono rivelati del tutto insufficienti ad affrontare la problematica.Problematica già presente da tempo ed esplosa poi a causa del conflitto tra Russia e Ucraina e delle folli scelte portate avanti dal nostro governo in merito alle sanzioni volute dagli Usa, che stanno mettendo in ginocchio tutta l’economia europea e quella italiana in particolare”. 

 

 

“Per questo - aggiungono -, alle prossime elezioni proporremo una coalizione pacifista che porti in Parlamento la voce di tutti quei cittadini e cittadine che non vogliono che il nostro paese si comporti come un servo sciocco della Nato, ma vogliono che l’Italia sia protagonista di una politica neutralista e di pacificazione, politica che porti da prima al blocco dell’invio di armi all’Ucraina e che sfoci poi nella risoluzione diplomatica del conflitto con il conseguente allentamento delle sanzioni ed il ripristino dei normali rapporti economici tra Russia ed Unione europea. Crediamo inoltre - precisano - che sia il caso di attivare da subito serie politiche contro la speculazione sul prezzo dell’energia con una forte tassazione degli extra profitti delle grandi aziende energetiche e l’impegno ad usare quelle somme per tutelare le aziende ed i lavoratori. Questo è l’unico modo che abbiamo - conclude Rifondazione -, per scongiurare una crisi che altrimenti sarà catastrofica per la nostra economia e per il nostro territorio in particolare”. 

 

Su questa delicata situazione il presidente del settore della Ceramica della Federlazio, Giampiero Patrizi puntualizza: “Il paradosso è che le aziende vantano commesse da parte dei clienti, ma produrre non è più conveniente per l’aumento spropositato dell’energia. La cassaintegrazione è una opzione reale e concreta per far fronte a questa emergenza”. 
Intanto la Saturnia srl, nota azienda produttrice di stoviglierie, comunica che “la Cassa integrazione ordinaria è stata richiesta in maniera preventiva così come hanno fatto tantissime aziende in Italia, in attesa che i prezzi del gas tornino ragionevoli. Smentiamo quindi le illazioni di imminenti chiusure”.