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Viterbo, omicidio di Soriano. L'ombra della criminalità organizzata. Le indagini

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Un vero e proprio agguato. Pianificato nei minimi dettagli e, soprattutto, con segnali che lasciano pensare alla criminalità organizzata. La camorra, ma anche organizzazioni della mala romana legate ai clan campani. E’ solo una delle piste che si seguono per fare luce sull’omicidio di Salvatore Bramucci, il disoccupato di 58 anni, freddato con 4 colpi di arma da fuoco domenica mattina a 50 metri dalla sua abitazione in contrada Madonna di Loreto a Soriano nel Cimino.

 

I carabinieri per il momento non lasciano cadere nessuna delle ipotesi anche se, ovviamente, si scava nell’ambiente della criminalità legata ai giri di usura per trovare un possibile movente. Bramucci, infatti, stava terminando di scontare ai domiciliari una pena di 3 anni e 4 mesi per usura ed estorsione patteggiata nel 2021. A settembre sarebbe stato libero, ma qualcuno ha voluto eliminarlo prima.
Pochi gli elementi trovati sulla scena del crimine all’incrocio tra due strade sterrate. Nessuna traccia dei bossoli e dunque chi ha sparato potrebbe averlo fatto con un’arma che non li espelle. Poi sul posto, nei pressi del luogo dove è stata trovata la Chevrolet Captiva con il corpo ferito a morte di Bramucci è stata repertata la traccia di un pneumatico. Sembrerebbe compatibile con una moto o uno scooterone.

 

Insomma l’auto del 58enne domenica mattina alle 8.20 potrebbe essere stata avvicinata dalla moto - probabilmente con due persone a bordo - che gli ha tagliato la strada. Poi i colpi verso il parabrezza. Tre proiettili hanno colpito Bramucci al volto, uno alla spalla. Bisognerà capire se ci sono altre ferite e se tutti i colpi sono stati sparati da davanti all’auto.
L’utilizzo di uno scooterone, i tre colpi al volto e la modalità dell’agguato messo in atto sono quasi una firma. Così agiscono i sicari campani. Insomma potrebbero essere stati “ingaggiati” per eliminare Bramucci oppure ha agito qualcuno che vuole depistare le indagini per indirizzarle verso ambienti criminali ben precisi. Non si tratta, all’apparenza, di sprovveduti, dunque è difficile che possano aver fatto un passo falso, tipo passare sotto a delle telecamere.
Alcune risposte potrebbero arrivare dai risultati dell’autopsia che si è svolta ieri al cimitero di San Lazzaro. Potrebbero parlare le ferite d’arma da fuoco. Finora si è parlato di 4 o 6 colpi. Bisogna capire se alcuni sono stati sparati a bruciapelo. Sicuramente il killer ha sparato frontalmente all’auto, come dimostrano i fori sul parabrezza, ma bisogna appunto capire se poi si è avvicinato per dare il colpo di grazia. Proprio come fanno i sicari professionisti.