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Viterbo, sindacalista aggredito a Corchiano. Il racconto di Giampiero Vaselli: "Violenza inaspettata"

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A quattro giorni dall’aggressione parla Giampiero Vaselli, il sindacalista aggredito da un collega mentre scendeva dall’auto davanti alla sua abitazione a Corchiano. “Mai nella mia vita mi sarei aspettato di essere vittima di un gesto così brutale, violento, insensato, da parte di qualcuno e in modo del tutto immotivato”. E’ ancora scosso da quanto accaduto, il sindacalista della Femca Cisl, che venerdì scorso, secondo quanto denunciato, è stato brutalmente aggredito fuori dalla sua abitazione da un noto sindacalista del luogo.

 

“Stavo rientrando a casa - esordisce Vaselli nel suo racconto - quando di fronte al garage di proprietà sono stato avvicinato dal mio aggressore che, con una scusa banale, mi ha sferrato un primo pugno al volto e poi subito un altro. Ha iniziato a colpirmi a ripetizione, senza darmi neanche il tempo di reagire. Quando sono riuscito a scendere dall’auto sono stato colpito talmente forte che mi sono accasciato a terra e ho cominciato a ricevere pugni e calci al torace. A quel punto ho capito che non si sarebbe fermato e ho iniziato a chiedere aiuto. Ho gridato forte e l’aggressore è fuggito velocemente lasciandomi a terra. Dopo essermi recato dai carabinieri per denunciare l’accaduto sono stato trasportato all’ospedale di Civita Castellana, dove mi sono stati riscontrati 10 giorni di prognosi”.

 

Poi Vaselli si sforza per capire il perché del pestaggio: “Sono ancora frastornato da quanto accaduto soprattutto perché non riesco a capire le motivazioni che hanno spinto questa persona ad aggredirmi. Ho speso tredici anni della mia carriera a servizio di quel sindacato (che ha poi lasciato per approdare alla Cisl circa otto mesi fa), al quale ho dato tutto a livello professionale. Avevo notato, in varie occasioni, atteggiamenti ostili ai tavoli sindacali, ma mai avrei potuto immaginare che sarebbero sfociati nella violenza fisica”. Tanti i messaggi di solidarietà e affetto che ha ricevuto in questi giorni: “A tutti va il mio ringraziamento - conclude - in primis ai dirigenti della Cisl e della Gsi, l'azienda ceramica dove lavoro, e alle forze dell'ordine che sin da subito si sono adoperate con la massima solerzia. Ringrazio infine i miei colleghi sindacalisti che con il loro sostegno mi stanno aiutando a superare questo momento difficile e delicato”.

 

Sostegno e solidarietà anche da parte della Femca Cisl Viterbo , nelle parole del suo segretario generale Fabrizio Mastrogiovanni che condanna fermamente il gesto: “Il ricorso alla violenza fisica è un atto deplorevole e non deve mai entrare nella parte sindacale, fatta sì di scontri, che devono rimanere, però, sempre e solo sul piano della dialettica. Giampiero è un dirigente molto stimato, professionale e preparato, a lui va tutto il nostro sostegno. Mai l’attività sindacale era scesa così in basso nella storia del distretto e questa vicenda segna sicuramente una brutta pagina della nostra città. Siamo stati colpiti fisicamente ma non moralmente. Anzi, questo episodio ci ha sicuramente reso più forti e determinati. Il conflitto sindacale deve rimanere sempre all’interno della cornice democratica del confronto, ma questa volta andremo fino in fondo alla questione, affinché il colpevole paghi per il gesto che ha commesso. Per questo – conclude Mastrogiovanni – confido nell’operato delle forze dell’ordine che sono impegnate nelle indagini, ringraziandole per il lavoro svolto finora. Ringrazio, infine, le associazioni e le sigle sindacali che in questi giorni hanno espresso solidarietà nei confronti del nostro collega, come Articolo 1, la Fialc Cisal, Filctem Cgil, Federlazio e il consigliere di Rc Yuri Cavalieri”.