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Viterbo, Vittorio Sgarbi al lavoro per il festival della Tuscia

Daniela Venanzi
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C’erano tanti sindaci della Tuscia all’incontro con Sgarbi e la sindaca Frontini. L’idea del neo assessore alla bellezza Vittorio Sgarbi, sta già facendo il giro della provincia, e in molti si sono recati per ascoltare le parole del critico d’arte. Il festival della Tuscia, così è nelle intenzioni il titolo del progetto di Sgarbi, entrerà in concorrenza con quello di Spoleto e coinvolgerà l’arte, la letteratura, la danza, il cinema, la musica, lo spettacolo, la filosofia e le religioni. 
“E’ proprio così - esordisce Sgarbi - sarà un festival in grado di coinvolgere l’arte e la cultura in tutte le sue forme. Ho notato con piacere che durante l’incontro c’erano molti primi cittadini, c’erano ad esempio quello di Celleno, Bassano Romano, Vetralla, Castel Sant’Elia, e diversi altri. Segno che questa manifestazione, al momento in fase progettuale, sta già suscitando grande interesse”. 

 

 

 

Prevede scenari storici particolari per lo svolgimento degli appuntamenti che saranno inseriti nel festival? 
“E’ ovvio che si tratterà di castelli, dimore, palazzi, rocche, siti archeologici, non solo pubblici ma anche privati. Tutto ciò che nella Tuscia è prezioso dal punto di vista storico. Penso all’isola Bisentina, a Ferento, a Palazzo dei Papi, al Castello di Bassano Romano, Palazzo Doebbing a Sutri. Cornici ideali per questo tipo di manifestazioni che si trovano disseminate nello spazio di tutto il territorio”. Come le è venuto in mente di realizzare questo festival? 
“L’idea è nata durante un concerto a Gallese che seppure bellissimo, ancorché contestualizzato nel suo castello, si limitava a Gallese e basta, e allora ho pensato al coinvolgimento degli altri edifici di pregio architettonico e storico sparsi nella provincia”. 
C’è già una data di inizio? 
“Sì, abbiamo pensato a una edizione che cominci subito dopo Santa Rosa. L’obiettivo che che ci siamo dati è a partire dal 10 settembre del 2023 e che si protragga per 15-20 giorni”. 
Quale sarà l’impegno economico dei vari paesi e anche della città di Viterbo. “Abbiamo stimato una cifra che per Viterbo ammonta a 500 mila euro, mentre per gli altri comuni aderenti a 20 mila ciascuno. E’ logico che poi questa manifestazione dovrà coinvolgere quanti più attori possibili dello scenario istituzionale, quindi oltre ai Comuni, anche la Regione e lo Stato. Avremo un nuovo governo, interlocutori nuovi dopo le elezioni, che sicuramente ci daranno ascolto. Una coesistenza e una sinergia che daranno maggiore impulso all'intera organizzazione”. Sono previsti anche interventi di personalità autorevoli nella prima edizione? “Da questo punto di vista mi sto muovendo per cercare di coinvolgere personalità di spicco del mondo della cultura, tra gli altri ad esempio, Cacciari, un premio Strega e anche un premio Nobel e poi tanti personaggi”. 

 


 

Si partirà quindi direttamente l'anno prossimo?
“In realtà prevediamo a novembre di poter realizzare un sorta di piccolo numero zero. Al teatro dell'Unione, a Palazzo dei Papi e al Castello di Vallerano. Ci stiamo lavorando, vedremo”.