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Viterbo, sanità. Per 300 precari parte la stabilizzazione

P. D. B.
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Circa trecento lavoratori precari che lavorano a vario titolo con la Asl sperano nella stabilizzazione. Venerdì pomeriggio è stato firmato a livello un nuovo accordo tra Fp-Cgil, Uil-Fpl e Cisl-Fp e Regione per stabilizzare i precari e reinternalizzare alcuni servizi, e i lavoratori dunque, che attualmente le Asl affidano a soggetti esterni. In tutto tra coloro che da anni firmano contratti a termine e quelli che lavorano con le varie cooperative si tratterebbe, per quanto riguarda Viterbo, di circa 300 lavoratori tra medici, infermieri, operatori socio sanitari, tecnici e amministrativi. Molti dei quali assunti durante la pandemia e che dunque hanno dato un contributo decisivo per affrontare l’emergenza Covid. Pubblicamente regione e Asl negli ultimi due anni non hanno perso occasione per celebrare gli eroi della pandemia. ma quando si è trattato di assicurargli un futuro certo, ossia il contratto a tempo indeterminato, sono iniziati i problemi soprattutto legati ai budget di spesa alle quali le Asl devono attendersi. Per questo, nonostante gli accordi di inizio anno, i sindacati sono tornati ad alzare la voce nelle ultime settimane con lo stato di agitazione.

 

Nello specifico l’accordo prevede che le Asl assicurino entro il 30 settembre l’avvio delle procedure di stabilizzazione di tutti coloro che matureranno i requisiti ex legge Madia. Vale a dire chi ha lavorato con contratti a termine almeno tre anni negli ultimi sette. Poi ci sono tutti coloro che rientrano nei piani di stabilizzazione finanziati con l’ultima legge di bilancio. Ossia coloro che durante hanno lavorato almeno 18 mesi durante la fase dell’emergenza e che hanno maturato i requisiti entro il 30 giugno. Per questo gruppo di lavoratori l’accordo firmato in Regione prevede che i percorsi di stabilizzazione dovranno essere attuati entro il 30 novembre. Per fare il punto è stato convocato un nuovo tavolo per il 15 settembre e fino ad allora i sindacati hanno sospeso lo stato di agitazione.

 


 

“Si tratta di un importante passo in avanti, un accordo nel quale sono previste delle tappe precise”, dice Stefano Bonori della Cisl-Fp che aggiunge: “Ora bisogna lavorare per fare in modo che alle aziende venga assicurata la possibilità di procedere attraverso la revisione dei vincoli di spesa. Su questo vigileremo proprio per garantire che tutte le persone coinvolte in questo accordo possano avere stabilizzazione”. Sulla stessa linea d’onda anche Maurizio Bizzoni della Uil Funzione Pubblica: “E’ basilare quali saranno i margini di spesa della Asl. per questo abbiamo chiesto all’azienda non solo una fotografia del fabbisogno attuale ma anche di ciò che servirà quando sarà aperta la nuova ala di Belcolle. Bisogna capire anche quanti lavoratori saranno coinvolti nel percorso di reinternalizzazione dei servizi”.
Voce fuori dal coro, invece, Mario Perazzoni segretario del Nursing Up: “Noi non ci allineiamo al silenzio dei sindacati confederali. Ci fa piacere l’accordo per i precari, ma prima bisognerebbe fare una ricognizione sui reali bisogni nei vari ospedali. Infatti molti infermieri, solo per fare un esempio, vengono impiegati per mansioni improprie negli uffici, come autisti o per rifare i letti. Basterebbe che ognuno facesse il proprio mestiere”.