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Viterbo, incendio a Oriolo Romano. I volontari della protezione civile: "Così abbiamo salvato la faggeta"

Dario Calvaresi
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Angoscia e desolazione. E silenzio, interrotto soltanto dal canto delle cicale e dalle foglie mosse dal vento. Qua e là, piccole colonne di fumo che ancora si alzano in cielo - minacciose, sinistre, ostili - accompagnate da un acre odore di bruciato e da un intenso calore che si solleva da terra, imbiancata di cenere che quasi sembra neve.  Sono stati giorni davvero terribili, quelli che hanno vissuto monte Raschio e la Pineta di Oriolo, più di 14.000 essenze che fanno da cornice alla faggeta, un patrimonio di inestimabile valore storico, naturalistico e affettivo che, grazie al prezioso contributo dei vigili del fuoco, di varie associazioni di volontariato e anche di semplici cittadini, è riuscito a salvarsi. A fare il punto il coordinatore della Protezione civile di Oriolo Romano, Stefano Venturini.

 


 

Come avete vissuto questa esperienza così devastante, sia per l’uomo che per l’ambiente?
“A differenza di altri incendi in cui siamo intervenuti, questo ci ha particolarmente colpito per la potenza delle fiamme e, la prima cosa che ci è venuta in mente, è stata la paura di non farcela, di essere sconfitti dal fuoco, ma la determinazione messa in campo è stata più forte, facendoci dare il massimo contributo nelle operazioni di spegnimento in supporto ai vigili del fuoco. Dodici ore di incessante lavoro, alla fine stanchi, ma consapevoli di aver dato il massimo per salvare la Faggeta”. 
Ci sono stati momenti di rischio per i volontari intervenuti?
“Diciamo che ci sono stati dei momenti critici a causa della vastità dell’incendio, ma come ci hanno insegnato, mai mettere a rischio la propria incolumità”.
Quanto dureranno ancora le operazioni di bonifica e sorveglianza?
“Le operazioni di bonifica e sorveglianza, anche se adesso la situazione è sotto controllo, dureranno almeno fino a sabato (oggi, ndr) con monitoraggi giornalieri”.

 


Per fortuna, la Faggeta è uscita indenne da questo inferno.
“Si, alla fine abbiamo vinto questa battaglia: la nostra Faggeta è salva. Purtroppo, però, abbiamo perso parecchi ettari di pineta, un danno davvero incalcolabile. Vorrei ringraziare chi ha contribuito alle operazioni contro il fuoco: i volontari della Protezione Civile di Vejano (Tuscia 85), Manziana (La Fiora), Bassano, Canale Monterano e Bracciano e i nostri concittadini che, con piccoli ma significativi gesti, ci hanno sostenuto con grande coraggio. E, infine, un grazie particolare ai miei volontari, che non hanno fatto mai mancare il loro supporto, sia nella fase di spegnimento (i qualificati Aib - antincendio boschivo) che in quelle di bonifica del territorio”.