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Viterbo, acqua. Interruzioni senza preavviso. Scatta la protesta contro Talete

Massimiliano Conti
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Immaginate di stare sotto la doccia con lo shampoo in testa e l’acqua che all’improvviso smette di scorrere. Immaginate di avere la lavastoviglie o la lavatrice in moto e l’acqua che all’improvviso non viene più. Immaginate di avere amici a cena e di non poter far usare loro il bagno perché la cassetta dello scarico è a secco. Immaginate di stare 24 ore senza lavarvi con 40 gradi fuori. Tutto sempre senza preavviso.

 

 

Se abitate in via del Campo di Fabrizio de Andrè, contrada San Pietro, nella campagna di Soriano, non dovete immaginarvi nulla perché d’estate questa è la realtà quotidiana almeno da un paio d’anni. Con la crisi idrica attuale – nei giorni scorsi sono dovute intervenire le autobotti per integrare lo scarso flusso nelle abitazioni - la situazione è diventata però insostenibile. Tanto che Angela Meloni e suo marito - una coppia di romani che trascorrono qui, nella loro casa di campagna, le vacanze - una decina di giorni fa hanno presentato un esposto ai carabinieri. Contro chi – parliamo ovviamente della Talete spa - dovrebbe far arrivare l’acqua nei rubinetti o quantomeno avvertire quando ci sono possibili distacchi. Il caso in questione è paradigmatico di quel concetto di Ato debole che rappresenta il tallone d’Achille – insieme agli acquedotti colabrodo – del servizio idrico viterbese: un territorio da servire smisurato a fronte di un basso numero di utenze. Il risultato è che investire nel potenziamento della rete in zone scarsamente popolate come quelle di campagna diventa anti-economico per una società coi conti disastrati. Le conseguenze sono appunto quelle patite dalle famiglie che abitano in contrada San Pietro, perlomeno quelle che non hanno pozzi privati a cui attingere.

 

 

“Il disagio è enorme – racconta la signora Angela Meloni -. Non abbiamo acqua per la pulizia personale, per cucinare, per lo scaldabagno o la lavatrice. Il flusso è debole e ci sono interruzioni continue. A volte durano un paio d’ore, a volte anche 24. Senza mai nessuno che ci avverta in anticipo. Ok, ci sono problemi con le falde perché non piove ed è necessario interrompere il flusso, ma purché venga fatto in determinate ore e sapendolo con preavviso. In questo caso uno si organizza. Così invece diventa impossibile vivere qui, ci stanno rovinando l’estate. Eppure a Talete paghiamo bollette per un servizio che però non riceviamo”. Tra pochi giorni i coniugi ospiteranno il figlio con la sua famiglia. Da due persone in casa si passerà a cinque. “A mio nipote, abituato a farsi la doccia due volte al giorno, chi glielo spiega che non potrà lavarsi? Senza contare l’impossibilità di invitare amici a cena – continua la signora Meloni - Noi veniamo qui due mesi per rilassarci, ma se la vacanza deve diventare un incubo tanto vale restare a Roma. L’altro giorno per procurarmi un po’ d’acqua per il bagno sono andata al fontanile di Canepina”. La coppia ha segnalato più volte il disservizio a Comune e Talete. “Si rimpallano le responsabilità. Tra l’altro contattare gli uffici dell’azienda è quasi impossibile. Ci è stato detto che il problema è nella posizione della casa, ma è qui da 100 anni, era dei miei nonni e non ci sono mai stati problemi. Questi sono iniziati un paio di anni fa, ma Talete dovrebbe fare dei controlli”.