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Viterbo, droga in carcere con il drone: detenuto al 41 bis davanti al giudice

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Tramite un drone cercano di far arrivare della droga e un telefonino davanti alla finestra di una cella di Mammagialla, ma la penitenziaria se ne accorge e blocca il piccolo velivolo prima di giungere a destinazione. E’ accaduto martedì sera 2 agosto. La droga, circa 250 grammi di hashish, era diretta a un camorrista, appartenente a un clan del Casertano, che si trova al 41 bis. Gli agenti hanno avvistato l’aeromobile mentre eseguivano controlli all’esterno del penitenziario e, secondo quanto hanno ricostruito, il mezzo, guidato da remoto, si sarebbe dovuto accostare alla finestra della cella per dar modo al detenuto di ritirare il pacco allungando una mano.  

 

 

Lo stesso detenuto è stato quindi immediatamente arrestato e l’altra mattina, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è comparso davanti al giudice, Francesco Rigato, per la convalida dell’arresto avvenuto con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, danneggiamento (a quanto pare avrebbe forzato le protezioni della finestra per infilare la mano) e possesso di telefonini. In ogni caso, dato il 41 bis a cui è sottoposto, il magistrato non ha disposto ulteriori misure cautelari.

 

 

Il processo è stato messo in calendario per il prossimo 23 marzo.  Sembra che il drone, come detto guidato da remoto dai complici del camorrista, nell’ultima parte del suo viaggio sarebbe stato comandato dallo stesso recluso, che, per indicargli la posizione esatta, avrebbe utilizzato un altro cellulare munito di gps introdotto clandestinamente in carcere nei giorni precedenti.