Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, frana a Roccalvecce. Sulla scrivania del sindaco un dossier che scotta

Mattia Ugolini
  • a
  • a
  • a

Frana a Roccalvecce, i cittadini esasperati incontrano Chiara Frontini, che assicura: “Entro novembre la strada sarà ripristinata, altrimenti tiratemi pure i pomodori”.  C’è malcontento tra gli abitanti della frazione dal momento che è dal 4 febbraio, giorno appunto della frana, che i residenti sono condannati a fare i conti con un disagio divenuto, a distanza di mesi, insopportabile. Il mucchio di terra e sassi crollato sulla strada, oltre ad aver rappresentato un pericolo, li costringe a dover cambiare radicalmente le loro abitudini, in quanto blocca la carreggiata e rende inaccessibile il paese. Per muoversi dal borgo o per raggiungerlo, bisogna percorrere una strada alternativa che allunga di molto il tragitto con conseguente perdita di tempo. 

 

 

Il sindaco, consapevole del malessere che serpeggia e memore delle rassicurazioni date in campagna elettorale, ha fatto visita ai residenti, per ascoltarli e rassicurarli, mercoledì scorso: “Entro la fine di novembre - ha detto - ripristineremo la strada. Se così non sarà, tiratemi pure i pomodori”. Una promessa, forse anche qualcosa di più, una sorta di patto di fiducia. Ma nel frattempo non verrà presa alcuna contromisura temporanea. La spiegazione è semplice: “Un intervento temporaneo - ha spiegato Frontini - costerebbe circa 130 mila euro e ci farebbe risparmiare solo un mese di tempo, poi dovremmo iniziare di nuovo tutto da capo”. Strada sbarrata insomma, niente senso unico alternato, dunque, come chiesto da alcuni. C’è infine un’ultima cosa importante annunciata da Frontini, ossia l’affidamento dell’incarico ad un geologo per verificare se la frana possa in qualche modo essere stata causata da dei privati: “La relazione è stata già consegnata e, se saranno accertate delle responsabilità, chi ha sbagliato pagherà”. 

 

E’ Maurizio Scipinotti, membro della Pro loco, a spiegare al Corriere, entrando più nei dettagli, lo stato dell’arte: “Dopo il 4 febbraio, l’allora commissario Antonella Scolamiero aveva stanziato d’urgenza e senza gara d’appalto 40 mila euro perché aveva deciso di intervenire. Il 26 aprile sono arrivati in paese gli operai con i mezzi per iniziare a lavorare alla rimozione dei massi, ma c’è stata una diatriba con il proprietario di una casa che si trova nei pressi dell’ammasso di sterro e rocce”. L’alterco tra l’uomo e gli operai si sarebbe concluso così: “Lui ha chiesto i documenti e, inspiegabilmente a mio avviso, loro non li avevano, dunque sono dovuti andare via. Avevano la ruspa ed è accorsa anche la forza pubblica. Poco dopo, il proprietario ha anche fatto un esposto contro il Comune”. 
Un fatto che, se confermato, sarebbe quantomeno singolare. Anche perché, stando ai racconti di Scipinotti e di altri compaesani, la casa in questione potrebbe non essere del tutto in regola: “E’ su un piano rialzato, prima lì c’era una grotta, ora c’è una specie di porticato, un piazzale”. Ma questo è ovviamente tutto da verificare. Proprio in quest’ottica, sarà fondamentale la relazione del geologo designato dall’amministrazione comunale. Tuttavia, per chi abita a Roccalvecce il calvario continua: “Noi sappiamo che la colpa non è del sindaco Frontini, per questo vogliamo crederle e darle fiducia. Se poi anche lei ci deluderà, a quel punto faremo una class action, denunciando il Comune, se sarà necessario, anche alla Procura della Repubblica.
La gente, come detto, per accedere al paese deve compiere un giro lunghissimo, passando per Sant’Angelo. Vale anche per recarsi al cimitero. “Da 300 metri ne dobbiamo fare - spiegano alcuni residenti - non so quanti, pensate che in tutto questo c’è chi lavora fuori. E’ inaccettabile, la nostra pazienza è finita da tempo”. Il vero problema, secondo Scipinotti, è che manca un referente politico del territorio: “Se esistesse ci appelleremmo a lui per far valere le nostre istanze, ma purtroppo non c’è e dobbiamo fare da soli, con i risultati che vedete”.