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Viterbo, quattro morti in quattro anni. Sammartinese strada killer, urge intervenire

Beatrice Masci
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Paula Lacramioara Gherman, 39 anni, investita da un motorino la notte tra martedì e mercoledì all’altezza del bivio per Belcolle. Igino Zollo, generale in pensione di 86 anni, falciato da un’auto nei pressi di Villa Immacolata il 29 novembre 2019. Raffaele Trua, 21 anni, morto in seguito a un incidente di moto nel giugno 2020. Patrice Tiekone, 40 anni, morto dopo un incidente il 15 gennaio dello stesso anno. Quattro persone tragicamente scomparse lungo la stessa, maledetta, pericolosa e scarsamente illuminata Sammartinese, la strada che collega Viterbo con Belcolle. Da anni, e soprattutto ad ogni funerale, si parla della sua pericolosità e dell’urgenza di metterla in sicurezza. L’ultimo appello, in ordine di tempo, è del 2020. A chiedere interventi immediati fu, in consiglio comunale, all’allora sindaco Arena, il capogruppo della Lega Andrea Micci. “Una strada maledetta - disse -. Da una parte il viale alberato e dall’altra il parcheggio selvaggio”. Il generale Zollo, per inciso, fu investito e ucciso proprio mentre attraversava, di sera, per tornare alla macchina parcheggiata sul lato opposto. Nella medesima seduta intervenne la consigliera Lina delle Monache, anche consigliera provinciale, che anticipò l’avvio di lavori da parte della Provincia per il settembre dello stesso anno.

 

Annunciò, all’epoca, il presidente Romoli: “E’ sotto gli occhi di tutti che la strada provinciale Sammartinese necessita di lavori di sistemazione del manto. Lo dovevamo ai cittadini che hanno il diritto di raggiungere il più grande presidio ospedaliero della Tuscia in totale sicurezza, senza doversi preoccupare di evitare buche e tratti dissestati. E non pensiamo solo a chi raggiunge Belcolle a bordo del proprio mezzo, ma anche a tutte le ambulanze e automediche che quotidianamente sfrecciano sul tratto in questione per salvare il più alto numero di vite possibile”. Su quel tratto di strada, centimetro alla mano, occorre prima di tutto capire le rispettive responsabilità di Comune e Provincia. Palazzo Gentili, spiega l’assessore alla viabilità Maurizio Palozzi, “ha fatto i lavori di propria competenza. Abbiamo ripristinato l’asfalto e la segnaletica, sia orizzontale che verticale. Per quanto concerne l’illuminazione, le strade provinciali non sono dotate di illuminazione, tanto che su quel tratto ci sono solo alcune lampade alimentate con sistema fotovoltaico”. Chiaramente insufficienti. Resta l’alta pericolosità.

 

Secondo la consigliera comunale Luisa Ciambella, “quel tratto di strada, pur con i lavori fatti, rappresenta indubbiamente un pericolo. Se, come è successo, ci sono spesso incidenti, e purtroppo diversi anche mortali, esiste un problema che va affrontato. Al di là delle rispettive competenze, chiedo a Comune e Provincia di sedersi a un tavolo e parlarne seriamente”. Al di là delle rispettive competenze, infatti, se la strada è di pertinenza della Provincia, il sindaco è il primo responsabile della sicurezza dei cittadini che amministra. Da ciò la richiesta della consigliera Ciambella: “Parlatevi e trovare una soluzione rapida”.