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Viterbo, trasporti pubblici e parcheggi. In Consiglio l'analisi contabile di Francigena

Massimiliano Conti
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Per la serie società pubbliche sull’orlo del baratro, dopo Talete tocca a Francigena. La due diligence voluta dall’ex commissario Antonella Scolamiero sulla situazione contabile e finanziaria della società partecipata approderà in consiglio comunale martedì 9 agosto, anche in questo caso come unico punto all’ordine del giorno. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo. La sindaca Frontini, che inizialmente pretendeva le porte chiuse per non meglio chiarite ragioni di strategie e scelte aziendali (ammesso che Francigena ne abbia), è stata costretta a fare dietro front: la seduta sarà aperta. 

 

La “cartella clinica” dell’unica superstite delle tre partecipate di gabbianelliana memoria (le altre due erano Cev e Robur: una prece) è già stata recapitata ai consiglieri: 300 pagine fitte di numeri e tabelle da studiare. Qualche conclusione il capogruppo del Pd Alvaro Ricci l’ha già però tratta: la situazione dell’azienda - che gestisce trasporto urbano, parcheggi e farmacie - se non drammatica è molto seria. “Bene ha fatto Scolamiero a commissionare questa due diligence - dice Ricci - . Quello che emerge da una prima lettura del documento è che non c’è un asset dell’azienda che sia in attivo”. Soprattutto il deficit delle due farmacie (della Quercia e di Santa Barbara) rappresenta uno dei misteri gloriosi della gestione Francigena, visto che si tratta di attività economiche redditizie, sia quando sono private sia quando sono municipalizzate. Soprattutto lo sono state in questi tempi di pandemia con il business dei tamponi. Ma tant’è.

 

 

“Di notizie straordinarie nella due diligence non ce ne sono - continua Ricci -. Nel senso che le criticità evidenziate sono quelle che noi solleviamo da anni. E’ dall’epoca dell’amministrazione Michelini che il Comune, socio unico, non investe più sull’azienda. Ricordo l’aumento di capitale da 600 mila euro che consentì di rafforzare la flotta di bus e che rese possibile il cofinanziamento regionale da altri 530 mila euro, grazie al quale a breve arriveranno altri mezzi. Non a caso la due diligence evidenzia come la situazione sia precipitata a partire dal 2018”. L’ex assessore non getta la croce addosso a Frontini, alla quale però rimprovera di aver votato contro, all’epoca, all’aumento di capitale, e di non aver destinato un centesimo per Francigena del milione e mezzo di avanzo di bilancio approvato la settimana scorsa. “E’ arrivato il momento di decidere cosa fare di questa azienda - conclude Ricci –. Se vogliamo tenerla in vita dobbiamo investirci, altrimenti chiudiamola e mettiamo sul mercato i servizi che gestisce”.