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Viterbo, elezioni politiche. Affollamento di aspiranti candidati

Mattia Ugolini
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Elezioni politiche: nel centrodestra affollamento di viterbesi nella corsa per la Camera e il Senato. Viterbesi che sgomitano laddove i nuovi collegi, includendo anche il Reatino e Roma Nord, contano la presenza anche di competitor di altri territori. Pure per questo motivo si profilano dunque settimane ad alta tensione. Ma il punto vero della battaglia è che tutto il centrodestra, dato dai sondaggi in netto vantaggio, considera quello di Viterbo - più ampio come detto rispetto al 2018 - un collegio ultrasicuro e per questo tutti i partiti vogliono metterci un proprio rappresentante. 
Al collegio senatoriale per FI ci punta Francesco Battistoni, senatore uscente, fedelissimo di Antonio Tajani e sottosegretario nel Governo Draghi. Dalla sua parte c’è, appunto, il ruolo ricoperto presso il ministero dell’agricoltura, contro ha invece la tremenda batosta ottenuta dagli azzurri alle comunali e l’assenza forzata dal territorio a causa della nomina a commissario del partito nelle Marche. 

 

 

Discorso simile per Umberto Fusco, anche lui senatore uscente e leader della Lega. Lo stretto rapporto con Matteo Salvini, maturato negli anni, è una carta a favore, mentre il deludentissimo risultato elettorale pesa come una spada di Damocle sulla sua testa. Si dice che potrebbe essere candidato a Latina, lasciando il posto viterbese ad un politico romano. 
C’è poi Mauro Rotelli, in teoria l’unico con più probabilità di ottenere l’uninominale (alla Camera) sulle ali del consenso di Fratelli d’Italia nei sondaggi e del suo personale seguito. Dando dunque per scontata la sua candidatura, Lega e FI, i due grandi sconfitti delle comunali, si contenderebbero appunto l’uninominale del Senato. 

 

Se il centrodestra, come da previsioni, dovesse vincere in molti collegi uninominali, al proporzionale prenderebbe però pochi seggi, lasciandoli quasi tutti all’opposizione. Questo prevede il Rosatellum, legge elettorale ibrida, nata dalla fusione tra il maggioritario e il proporzionale. Ebbene, entrano in ballo in questo scenario le speranze del Partito democratico, che punta ad eleggere un proprio rappresentante viterbese nei due plurinominali che comprendono la Tuscia. Quello della Camera va da Civitavecchia a Rieti, quello del Senato accorpa tutto il Lazio: Roma, Fiumicino e Ciampino escluse. Secondo calcoli dem, il plurinominale in questione verrebbe attribuito non in prima battuta ma con i resti (ipotesi però non confermata da alcuni), con la possibilità, quindi, di eleggere un parlamentare nel listino. Da notare infine che in casa dem a complicare la scelta dei candidati ci sono le quote rosa: siccome il plurinominale di Latina e Frosinone dovrebbe essere attribuito ad un uomo, quello di Viterbo - sebbene ci punti il consigliere Enrico Panunzi - potrebbe essere assegnato infatti ad una donna.