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Mare, foce del Mignone a Tarquinia invasa dai granchi azzurri trasportati dalle navi

Roberto Pomi
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Un pescatore, spinto dall’idea di tornare a casa con cavedani, barbi, magari alborelle e scardole, ha gettato l’esca alla foce del Mignone. Ma la sorpresa è stata tanta quando si è ritrovato a tirare fuori dall’acqua un granchio azzurro, specie autoctona delle coste americane dell’Atlantico. E’ successo due settimane fa. A quel punto ha provato a utilizzare esche più grandi, riuscendo a catturarne diversi. La notizia si è diffusa e decine di pescatori si stanno recando sul posto per dare la caccia all’insolita specie.

 

 

Sulle coste del Lazio non erano stati ancora avvistati. Si tratta di una specie molto aggressiva e pericolosa per l’ecosistema. I granchi azzurri sono stati introdotti in diversi mari, Mediterraneo compreso, dalle navi mercantili che imbarcano acqua per zavorrarsi. Avendo effettuato l’operazione sulle coste americane dell’Atlantico, diversi esemplari devono essere finiti all’interno delle imbarcazioni che, ripetendo poi l’operazione in altri luoghi, ne hanno causato la fuoriuscita e quindi la diffusione. La prima presenza in Italia è stata segnalata nel luglio 2008 in Basilicata, alla foce dei fiumi lungo la costa ionica. Sempre nello stesso anno i primi avvistamenti sulla costa adriatica dell’Abruzzo, della Puglia e nell’alto Adriatico, da Goro ai Lidi Ferraresi. Nell’agosto del 2019 sono stati pescati alcuni esemplari lungo la costa del Cilento, in località Ascea Marina di Velia, e a Sottomarina di Chioggia (Venezia). La specie si sta rapidamente diffondendo nelle Valli di Comacchio e nel Ravennate, dove le acque calme e poco profonde si sono rivelate un habitat ideale per la riproduzione e la crescita.

 

Dal novembre 2019 gli esemplari pescati in questa zona sono aumentati in maniera sensibile. Nell’agosto 2019 sono stati avvistati anche a Roca Vecchia Marina di Melendugno (Lecce) e Lesina e Peschici (Foggia). Nel settembre dello stesso anno, sulla spiaggia di Marina di Pisciotta, a Salerno, per la precisione sulla spiaggia Bandiera Blu denominata Acquabianca, sono stati avvistati altri esemplari. Nel 2020 sono stati avvistati anche nei pressi del golfo di Manfredonia e Vieste, a Vasto e San Salvo in Abruzzo. Alcuni esemplari sono stati pescati anche nei mari della Sardegna, nelle lagune della provincia di Oristano. Altri granchi azzurri sono stati catturati nel Golfo della Spezia, nella costa Lericina di fronte a San Terenzo tra novembre 2021 e lo scorso febbraio. Raggiungono dimensioni piuttosto importanti, intorno ai 23 centimetri, e presentano spuntoni affilati e chele robuste. Sono commestibili e considerati una vera prelibatezza, tanto che il loro valore di mercato si aggira intorno ai 150 euro al chilo. Il rischio è che, come nel caso del gambero killer, questa nuova specie possa portare all’estinzione di tante altre che costituiscono l'ecosistema esistente.