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Viterbo, energie rinnovabili. La metà dei terreni agricoli con pannelli fotovoltaici è nel Lazio

Massimiliano Conti
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La metà della superficie agricola occupata da fotovoltaico a terra nel Lazio si trova in provincia di Viterbo. È quanto emerge dall’ultimo rapporto Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) appena pubblicato e relativo al consumo di suolo, alla dinamiche territoriali e ai servizi ecosistemici. A livello regionale la Tuscia detiene quindi il primato con 958,76 ettari di territorio occupato da pannelli solari, ovvero lo 0,27% della superficie complessiva e lo 0,49% della superficie agricola utilizza (Sua). Al secondo posto Latina con 312,01 ettari , pari allo 0,14% della superficie totale e allo 0,35% della Sua, quindi Roma con 295,41 ettari (0,06% e 0,22%) e Frosinone con 161,75 ettari (0,05% e 0,09%). Chiude la classifica regionale la provincia di Rieti con appena 13,55 ettari di fotovoltaico a terra, pari allo 0,005% della superficie complessiva e lo 0,01% della Sua. Dati alla mano, non ci sono dubbi: le società del settore hanno scelto Viterbo come terra di conquista, come documentano anche le cronache locali degli ultimi anni. 

 

A livello comunale è Montalto di Castro il paese dell’intera regione con la maggior superficie agricola investita a fotovoltaico: 454,57 ettari di impianti fotovoltaici, pari ad oltre il 2 % della sua superficie totale. Segue Canino, con quasi 94 ettari e al terzo posto Viterbo, con 70 ettari. Proprio riguardo Canino, è di ieri la notizia dell’annullamento da parte del Tar del Lazio del vincolo posto dalla Soprintendenza in località Sugherella, una zona di proprietà del Sovrano ordine di Malta interessata dalla realizzazione di un parco fotovoltaico con una potenza di picco pari a 139,56 megawatt. 
Al quarto posto nella classifica provinciale troviamo Civita Castellana con 66,4 ettari (0,79% della superficie complessiva). Seguono Nepi, Ischia di Castro, Tarquinia, Cellere e Orte
L’Ispra ha realizzato un’analisi anche della distribuzione degli impianti in relazione a suoli e caratteristiche territoriali, utilizzando i dati della banca dati dei suoli del Lazio gestita dall’Arsial. 

 

Ciò che emerge è che la maggior parte degli impianti si collocano nelle aree costiere e nel vasto “plateaux” del vulcanesimo laziale. Di qui la particolare predilezione delle società per il territorio viterbese, che dalla sua ha anche l’enorme disponibilità delle superfici agricole. 
Per Mauro Pacifici, presidente della Coldiretti di Viterbo, è ora di porre un argine all’invasione di pannelli solari: “Da almeno tre anni stiamo facendo la guerra a un consumo di suolo che non riguarda l’edilizia o le strade, che rappresentano anche un volano di sviluppo, ma l’occupazione indiscriminata di territorio con pannelli fotovoltaici. Tutto ciò – sottolinea Pacifici – è il risultato dell’assenza di pianificazione. Manca un piano energetico a livello provinciale e, nel vuoto normativo, le aziende italiane e straniere fanno quello che vogliono”. L’appello di Pacifici è quindi ai sindaci, a cominciare da quello di Viterbo Chiara Frontini che già si è impegnata su questo fronte durante la campagna elettorale, a seguire l’esempio virtuoso dei colleghi di Acquapendente o Vitorchiano, i quali hanno individuato le aree non idonee a ospitare campi fotovoltaici.