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Viterbo, Lega e Viterbo Cresce: “Frontini dimentica la frana di Roccalvecce”

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La Lega e Viterbo Cresce attacca la neo sindaca Chiara Frontini: “Per lei la frana di Roccalvecce e le difficoltà a Sant'Angelo non sono priorità”. Tutto è legato alla decisione su come spendere circa 5 milioni di euro di avanzo. A dare fuoco alle polveri i due consiglieri della Lega Claudio Ubertini e Andrea Micci oltre che Elpidio Micci di Viterbo Cresce. “Tra le cose da fare subito con l’avanzo di circa 5 milioni di euro, per Chiara Frontini non c’è né la riparazione della strada principale di Roccalvecce ostruita dal cedimento di una frana, né portare avanti i progetti redatti dalla precedente amministrazione per dotare Sant’Angelo dei servizi e delle strutture necessarie a fronteggiare la pressione innescata sulla tranquilla vita dei residenti dall’arrivo di flussi turistici sempre più imponenti. Nella lista delle urgenze di Frontini queste cose non ci sono”. 

 

La Lega, insieme a Viterbo Cresce aveva chiesto di destinare alcuni soldi del tesoretto comunale alle due urgenze con la proposta di dedicare 100 mila euro per realizzare le opere e i servizi a sant’Angelo, 70 mila euro per ripristinare la viabilità principale a Roccalvecce compromessa dalla caduta di una frana, e anche la riparazione in danno alla casa diroccata di Sant’Angelo con la conseguente riapertura di via delle Mura Saracene. “Da parte dell’Amministrazione Frontini abbiamo ricevuto una disponibilità ad accogliere, all’interno di un unico maxiemendamento, solo la nostra richiesta di porre rimedio alla caduta della frana che sta tenendo un intero borgo e i suoi residenti isolati dal resto del mondo, con grande difficoltà nei loro spostamenti. Avremmo dovuto, però, rinunciare a chiedere tutto il resto. Una proposta inaccettabile per noi”.

 

Dunque sono stati presentati degli emendamenti specifici che sono stati bocciati dal Consiglio comunale. “Nella “Città della Bellezza” di Chiara Frontini le cose urgenti sono altre - dicono i consiglieri - rifare, ad esempio, il basamento delle isole di prossimità, che già ci sono e funzionano, piuttosto che permettere ai residenti di un borgo isolato da una frana di muoversi liberamente. Ma la cosa paradossale è un’altra: la maggioranza avrebbe recepito l’emendamento che stanzia soldi per la frana di Roccalvecce, se l’opposizione avesse rinunciato a discutere tutte le altre emergenze. Quando ciò non è accaduto, anche gli interventi su Roccalvecce sono diventati ‘impossibili’ da fare. Sistemi per cui il disagio dei cittadini, in questo caso quelli di Roccalvecce e quelli di Sant’Angelo, diventa ‘moneta’ di scambio per ‘silenziare’ l'opposizione che, per vedersi accettare l’emendamento su Roccalvecce, avrebbe dovuto rinunciare a discutere tutte le altre richieste, come quella di intervenire su Sant’Angelo”.