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Cani abbandonati a Viterbo, 48 solo a giugno

Daniela Venanzi
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Cani in cerca di famiglia. Nonostante il rincaro dell’energia e del gas, nonostante i problemi occupazionali e i due anni di pandemia che hanno provocato una flessione economica preoccupante anche a Viterbo, lo spazio per le vacanze si cerca di trovarlo lo stesso. E’ così che spesso il dover lasciare gli amici a quattro zampe diventa un problema di non facile soluzione. Su questo fronte il fenomeno degli abbandoni in provincia e in città sembra non essere ancora un dato allarmante, ma esiste. Secondo Gianni del canile “La Quercia Rossa” i numeri parlano chiaro: “Da noi, statisticamente parlando, si tratta del recupero di un cane al giorno, e il 50% di questi ha il microchip per cui non si tratta di abbandoni ma di smarrimenti. In quel caso il cane viene ripreso dal legittimo proprietario e ritorna nel suo ambiente familiare. Nei restanti casi invece si parla di veri abbandoni e in queste situazioni nulla si può fare se non tenere l’animale fino a nuova adozione”.

Diversa è la situazione nel canile dell’associazione Amicianimali onlus di Bagnaia: “Non ho un dato numerico preciso - spiega Paola -, la nostra capienza arriva ad un massimo di 200 cani, ma gli abbandoni in giro ci sono e d’estate è sicuramente un fenomeno che si riaccende. Una delle cause sembra essere anche la pandemia, in questi ultimi anni chiusi nelle proprie abitazioni, sono molte le persone che hanno preso un cane in casa, ma poi una volta ripresa la quotidianità del lavoro e delle necessità di tutti i giorni o anche delle vacanze da fare, ci si trova con la difficoltà di gestire il cane e quindi si sceglie di abbandonarlo”. “Non c’è una età anagrafica per questo comportamento aggiunge -, lasciare l’animale per strada è un gesto che appartiene alla giovane coppia, quanto all’anziano. Per non parlare della rinuncia alla proprietà che è legalmente possibile. Ci sono persone ad esempio che si rendono conto, con particolari razze di grande dimensioni tipo il dogo argentino, l’alano o il mastino, che non riescono a gestirlo una volta che da cuccioli raggiungono le dimensioni adulte. Ecco spesso la rinuncia alla proprietà si verifica anche in queste occasioni e non è un fenomeno solo estivo. Insomma i cani non sono degli oggetti, sono esseri viventi. Speriamo che - conclude Paola -, non ci sia un accelerazione sul nostro territorio”.

A contrastare l’allarme ci ha pensato anche la Asl, oltre al servizio di routine di sempre, con un sistema tanto semplice quanto efficace. Si tratta di una pagina che si chiama Lost & Found Tuscia, praticamente ogni giorno viene pubblicata la foto di un cane o di più cani che si sono persi, viene indicata la zona e la data del ritrovamento. Nessun paese è escluso, i cani randagi si trovano a Montalto, a Bassano Romano, a Nepi, a Ronciglione a Viterbo, a Bagnaia e in tutta la Tuscia. Nel caso in cui non esca fuori il proprietario si procede con l’adozione e con la consegna presso i canili disponibili. Una pagina che ha riscosso grande successo e che nell’epoca dei social, usati spesso a sproposito, è la dimostrazione di come invece anche un profilo Facebook possa determinare la salvezza dei nostri amici a quattro zampe. “E’ così - spiega il dirigente veterinario di Sanità Animale della Asl Nicola Ferrarini -, partendo dal dato di giugno, abbiamo effettuato 68 catture e 20 restituzioni (cani smarriti ndr), nei primi 15 giorni di luglio siamo a quota 19 cani adulti e 9 cuccioli. Un lavoro che ci vede impegnati in prima linea da sempre, ed oggi con la nuova pagina Lost & Found abbiamo dato il via a un circolo virtuoso che produce risultati efficaci anche in termini di restituzioni, corrispondenti statisticamente ai 2/3 del totale dei cani ritrovati”.