Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, acqua. Il Consiglio vota no ai privati in Talete

Mattia Ugolini
  • a
  • a
  • a

Una seduta infuocata quella del consiglio comunale di ieri, 26 luglio, durata praticamente tutta la mattinata. I consiglieri comunali erano chiamati ad esprimersi sull’ordine del giorno presentato dalla sindaca Chiara Frontini e sottoscritto da Luisa Ciambella, membro dell’opposizione ma da sempre contraria alla privatizzazione di Talete. Il documento prevedeva il No alla cessione del 40% delle quote societarie ad un acquirente privato e, contestualmente, la richiesta di ripetere l’assemblea dei sindaci dello scorso 10 giugno, dalla quale è emersa la volontà di aprire alla privatizzazione nonostante il Comune di Viterbo fosse impossibilitato a partecipare causa commissariamento. 
Ventuno i voti favorevoli (compreso quello di Ciambella) e 11 quelli contrari.

 

 

A fare da preambolo alla votazione un acceso dibattito, che ha visto spaccarsi la minoranza: Pd, Lega e FdI - a riprova del presunto accordo traversale e sotterraneo sulle partecipate - sono andati contro la collega Ciambella, invitandola ironicamente a passare direttamente con la maggioranza. Il più agguerrito è stato il leghista Claudio Ubertini, arrivato allo scontro verbale con la leader di Per il Bene Comune, che ha risposto: “Con Frontini, su rifiuti, acqua e sanità, ci sono delle convergenze ma, per rispetto degli elettori, rimango all’opposizione. Quando parlo di Talete ci sono sempre azioni di disturbo e tentativi di imbavagliarmi, l’indicazione che esce oggi dal consiglio comunale è una vittoria per i viterbesi e per chi, come me, ha sempre lottato contro questa deriva consociativistica della politica viterbese”. 
Un’azione di disturbo potrebbe essere stata anche la presenza, durante la discussione, di Genova, ad della partecipata. Il consiglio comunale era chiuso e non aperto, pertanto il dirigente poteva essere in aula nelle vesti di mero spettatore. 
Malgrado questo, il Pd - a cui poi si è accodata tutta la minoranza - ha chiesto al presidente di farlo intervenire: richiesta negata, come prescritto dal regolamento consiliare. E infatti, Genova, una volta intuito che l’ordine del giorno sarebbe stato approvato, ha lasciato mestamente il palazzo. 
“Ci confronteremo con lui nelle sedi opportune”, ha comunque precisato il sindaco, che poi ha spiegato le ragioni di questa sua presa di posizione: “Undici anni fa, gli italiani si sono espressi per l’acqua pubblica, e per noi questo va rispettato. Inoltre, dando il via libera alla cessione ai privati, certificheremmo il fallimento delle precedenti amministrazioni”. Ma quello di Frontini non è un arroccamento dettato dall’idealismo: “Siamo ancora in attesa dei risultati della due diligence e della risposta di Arera alla richiesta dei famosi 40 milioni. E’ antieconomico mettere sul mercato privato le quote senza sapere se qualcuno è realmente intenzionato a risponderci e a darci possibile alternative. Per noi, la strada che prevede che le redini di Talete rimangano al pubblico non è stata realmente battuta, per questo siamo contrari”. 

 

Nel suo lungo intervento, il sindaco ha attaccato anche la Regione Lazio: “Ha scaricato sulla società il costo del mantenimento dei dearsenificatori, decidendo di non sostenere con un fondo di solidarietà il nostro Ato, debolissimo. Tra poco ci saranno le elezioni, credo sia doveroso che questo tema sia centrale nel dibattito politico e civico che porterà i cittadini al voto. Chiunque si candiderà dovrà dire cosa vuole fare con Talete e, chi vorrà sostenere la società, potrà trovare una sinergia con noi. Il privato non è la panacea di ogni male, ma si creerebbe una situazione anomala, con i cittadini che si troverebbero a dover pagare in bolletta gli investimenti della società”. Qualora l’assemblea dei sindaci non dovesse tener conto della richiesta del Comune di annullare e ripetere la seduta di giugno, la giunta adirà tutte le possibili vie legali nei tempi previsti dalla legge. Si preannunciano settimane di fuoco, nel frattempo Frontini porta a casa un altro risultato assieme a Ciambella, che le fa i complimenti: “E’ stata coerente, l’acqua pubblica era uno dei punti della piattaforma con la quale abbiamo deciso di appoggiarla al ballottaggio. Oggi il Consiglio ha dato una risposta seria ai cittadini. Sono orgogliosa di aver collaborato alla stesura di questa indicazione politica”.