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Viterbo, sanità. Trovare medici di base a Tarquinia è un'impresa

Fabrizio Ercolani
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Medici di base sotto organico, tanti i disagi per i cittadini. “Ho un compagno malato oncologico che si è trasferito a Tarquinia e trovare un medico di base libero è stata un’odissea – racconta la signora Carla -. Uno dei medici che risultava libero ci diceva che non poteva accettare più di mille pazienti. Il Cup ci diceva che ne poteva accettare fino a 1500. Un ping pong infinito, noi contribuenti come dobbiamo fare? Se io fossi stata una persona anziana, come potevo sostenere una trafila del genere?”

 

Il racconto della signora Carla è solo uno dei tanti che in queste settimane ci sono pervenuti; disagi continui dovuti ad un sottorganico di medici di base evidente. L’assegnazione prevede un medico ogni mille abitanti, a Tarquinia numeri alla mano ne servirebbero 13-14. Sul portale Salute Lazio, digitando il Cup di Tarquinia, ne sono indicati 11 (in realtà sono 12 in quanto non è indicata la dottoressa Terribili).
Di questi 11 ad assegnazione libera ce ne sono 4. Gli altri sono già arrivati al numero massimo di pazienti. Di questi 4, un medico ha il suo ambulatorio a Tuscania, un altro risulta irreperibile (abbiamo provato più volte a chiamare in orario ambulatoriale senza successo). Da 12 dunque la scelta per un motivo o per l’altro il numero cala a 10. La soluzione?
Da un lato aumentare il numero di medici di base, dall’altro permettere ai medici di base di ampliare in deroga la platea dei pazienti fino a 1800. Questo consentirebbe di limitare fortemente i disagi, garantendo così alle persone che ad oggi sono scoperte, di avere assistenza di base. 

 

Ogni persona, in qualunque città italiana, ha diritto ad avere un proprio medico di base, un professionista che riveste un ruolo fondamentale in ogni famiglia. Il numero massimo di pazienti che un medico di famiglia può avere è di 1.500 sebbene, in virtù di un diritto acquisito in base a vecchi accordi nazionali, alcuni medici hanno in carico anche 1.800 pazienti. La media nazionale è comunque di 1.150 assistiti ma esistono delle differenze tra Regioni: ad esempio, in Lombardia, la media è di 1 medico di famiglia ogni 1.300 pazienti e, nel Lazio, è di 1 medico di famiglia ogni 1.000 pazienti. Il rapporto considerato ottimale è di 1.000 pazienti. In base all’art. 25 comma 6 dell’accordo collettivo nazionale: “I medici possono autolimitare il proprio massimale, che non può essere inferiore a 1.000 scelte”. Una situazione dunque complicata che necessita di un intervento urgente.