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Viterbo, villaggio etrusco ricostruito a Rio Vicano di Castel Sant'Elia

Alfredo Parroccini
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Gli Etruschi tornano a vivere nella Bassa Tuscia. A Castel Sant’Elia, dopo tre anni di lungo, faticoso e certosino lavoro, è stato ricostruito un antico villaggio etrusco, il cosiddetto “pagus”, situato in località Rio Vicano nella grande tenuta rurale dove sorge l’omonimo agriturismo. 
Al pagus, realizzato interamente da Alessio Grandicelli e dalla sua compagna Marina Mechkovskaya, si accede attraversando una suggestiva via cava, tagliata e scavata nel tufo, illuminata da fiaccole secondo l’uso antico e impreziosita da vasi di pregevole fattura. 

 

 

Il villaggio etrusco, circondato da una palizzata di legno e risalente al periodo villanoviano, è costituito dalla grande capanna del capo-villaggio, detta “la capanna dell’alloro”, al cui interno è presente un focolare a forma circolare e tante suppellettili tra cui l’elmo e lo scudo, simboli del comando. Attorno sorgono altre capanne dai tetti in paglia e decorate alle pareti esterne con disegni di animali e di fiori: la capanna delle paperelle, la capanna corinzia o del rosmarino, la capanna falisca o del timo, la capanna della salvia. All’interno del nucleo abitativo etrusco sono presenti i mantici, necessari per forgiare le armi dei guerrieri e i metalli, i forni per cuocere gli alimenti come il pane, le focacce e altri tipi di cibo che venivano consumati dalle famiglie e i forni per realizzare il vasellame che veniva utilizzato nella vita quotidiana come recipienti, piatti e vasi in ceramica in stile attico e greco, ma anche quelli caratteristici in bucchero.

 

Ci sono poi galline, cavalli, pecore e anche aree dedicate alla coltivazione di ortaggi e piante. Esiste anche la necropoli con vari tipi di sepolture e tombe in quanto per gli Etruschi era molto importante l’aldilà. “Il villaggio etrusco - spiega Alessio Grandicelli- è un progetto didattico e formativo che intende far conoscere dal vivo ai bambini, ragazzi e adulti la vita reale dei nostri avi, gli antichi etruschi. Un sogno straordinario che coltivavo fin da bambino e che adesso sono riuscito a realizzare”. Il pagus verrà inaugurato l’11 settembre alle ore 16.