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Viterbo, elezioni comunali a Corchiano. Bengasi Battisti avanti dopo il riconteggio

Massimiliano Conti
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È una storia infinita ma più che un fantasy è diventato un thriller mozzafiato il film delle ultime elezioni comunali a Corchiano. L’ultimo colpo di scena - che ha mozzato il fiato di tutta l’attuale maggioranza – è quello del riconteggio dei voti validi ordinato dal Consiglio di Stato ed eseguito la settimana scorsa dalla prefettura di Viterbo. L’esito è stato clamoroso: due voti in più per lo sconfitto (a questo punto presunto) Bengasi Battisti rispetto al sindaco in carica Gianfranco Piergentili. Se è presto tuttavia per parlare di ribaltamento, in Comune la preoccupazione è palpabile. Il Consiglio di Stato si pronuncerà definitivamente sulla vicenda solo il prossimo il 15 novembre, dopo che saranno state riesaminate anche le schede nulle. 

 


 

Battisti tiene il basso profilo ma è evidente che il riconteggio ha riacceso le sue speranze di tornare a indossare la fascia tricolore sfilandola all’avversario. “Per ora è prematuro sbilanciarsi, aspettiamo con fiducia l’esito finale. Certo è che una lezione da queste elezioni possiamo trarla: in un piccolo comune come Corchiano, onde evitare sospetti e veleni, sarebbe meglio reclutare dei presidenti di seggio da fuori piuttosto che in loco”. Per la cronaca, se a novembre il risultato dovesse essere favorevole all’ex sindaco, ci sarebbe automaticamente il passaggio della fascia tricolore da Piergentili a Battisti. I precedenti non mancano.
Il primo cittadino, interpellato telefonicamente, non commenta: “Al momento ritengo qualsiasi mia considerazione inopportuna. Aspetto il 15 novembre. Posso dire solo che sono sereno, che la legge è suprema e che prenderò atto di qualsiasi provvedimento”. Il che non esclude tuttavia che, in caso di verdetto sfavorevole, Piergentili e i suoi possano presentare di nuovo ricorso, aggiungendo quindi nuove puntate giudiziarie alla telenovela iniziata il 3 e il 4 ottobre scorso. 

 

Dove si sarebbe andati a parare, si era già capito durante la lunga notte del primo spoglio, quando, in un clima di altissima tensione, per evitare che la situazione degenerasse dovettero intervenire tre pattuglie dei carabinieri da Civita Castellana a piantonare i seggi, dove era in corso la nuova conta dei voti chiesta da Battisti al prefetto dopo che un primo risultato aveva assegnato la vittoria a Piergentili. Conta poi finita con un risultato di perfetta parità: 1.141 voti a testa. Due settimane dopo si svolsero i tempi supplementari, o ballottaggio che dir si voglia, stavolta con un risultato molto più netto a favore di Piergentili: 1241 a 1202. In mezzo due settimane di veleni, presidenti di seggio convocati in Procura, insulti via social e dal vivo tra le opposte fazioni. Battisti, deciso a vendere cara la pelle, ha presentato prima un primo ricorso al Tar, che però ha confermato la vittoria di Piergentili, e poi un altro al Consiglio di Stato. Quest’ultimo ha richiesto sia la ricostruzione dettagliata di quanto avvenuto ai seggi sia un nuovo riconteggio delle schede valide. Manca ora la revisione anche delle schede nulle. Ma sul fatto che sarà veramente l’ultimo round si accettano scommesse.