Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, acqua. Talete, Frontini scopre le carte

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

E’ stato depositato da alcuni giorni ed è rimasto top secret. Sarà svelato stamattina, 25 luglio,  l’ordine del giorno con il quale l’amministrazione Frontini proverà a disinnescare il processo di privatizzazione di Talete avviato dal manager Salvatore Genova con la benedizione di un partito trasversale che ha nel Pd zingarettiano il proprio perno. 
E’ fissato per le 9,30 il fischio di inizio di un consiglio comunale interamente dedicato alle sorti dell’azienda idrica, della quale, ricordiamo, il Comune di Viterbo detiene oltre il 21% delle quote ed è quindi il principale azionista. Proprio dalla seduta di oggi si conoscerà il perimetro di questo partito favorevole all’ingresso dei privati (è prevista la cessione del 40% delle quote). Quando c’è di mezzo l’acqua, nel Lazio dire privati significa come noto dire Acea. Non è un segreto per nessuno, infatti, che la società capitolina - che poi tanto privata non è (il 51% delle azioni è nelle mani del Comune di Roma) - sia una delle tre che hanno risposto alla manifestazione di interesse e che da sempre venga indicata come la candidata numero uno ad avventarsi sulle spoglie della spa viterbese, interamente pubblica e perennemente sull’orlo del precipizio.

 

 

L’approvazione dell’ordine del giorno è scontata. La difesa dell’acqua pubblica è stato uno dei cavalli elettorali della sindaca Chiara Frontini e del suo Patto civico. Il voto favorevole della maggioranza è quindi già in cassaforte, così come quello della capogruppo di Per il bene comune Luisa Ciambella, anche lei pasdaran della gestione pubblica e in questi anni principale - se non unica - spina nel fianco dei vertici di Talete e dei loro sponsor politici. Proprio sull’acqua nell’ultima fase della campagna elettorale, quella che ha preceduto il turno di ballottaggio, Frontini e Ciambella hanno trovato quella “convergenza parallela” che ha indotto l’ex vicesindaca a dare indicazioni di voto a favore della candidata civica. Ciambella, pur restando all’opposizione, si è messa quindi a disposizione dell’amministrazione e della maggioranza per collaborare alla stesura di questo ordine del giorno. Che, nelle intenzioni e nelle speranze della prima cittadina, dovrà essere il più possibile condiviso, così da aumentarne la forza di dissuasione rispetto a un processo, quello della privatizzazione, già avviato da un pezzo e culminato con la contestata assemblea del 10 giugno quando, a due giorni dal voto amministrativo nel capoluogo, i sindaci-soci votarono a maggioranza (ma senza la partecipazione del Comune di Viterbo, all’epoca ancora sub commissario) la modifica dello statuto della spa, condizione necessaria, anche se non sufficiente, per spalancare la porta al privato.

 

Stamattina conosceremo quindi sia i contenuti del documento (e in che modo nel concreto esso prevede di bloccare il percorso) sia i partiti che lo sosterranno. Improbabile, se non impossibile, il voto favorevole di Alessandra Troncarelli e compagnia dem, per i motivi già evidenziati, così come quello di Forza Italia, sarà interessante vedere invece come si esprimeranno i leghisti ma soprattutto i meloniani. La candidata di FdI Laura Allegrini in campagna elettorale si era detta senza se e senza ma a favore della gestione pubblica, ma un pezzo da novanta del suo partito come il sindaco di Civita Castellana Luca Giampieri (terzo azionista di Talete) il 10 giugno, nel votare la modifica dello statuto, ha asserito che all’ingresso dei privati in Talete non c’è alternativa.