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Viterbo, muratore caduto e morto in una villa. Assolto definitivamente datore di lavoro

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Muratore caduto da un trabattello, assolto in via definitiva il datore di lavoro a 8 anni di distanza dall'incidente che avvenne a Bassano Romano il 30 aprile del 2014. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla famiglia della vittima, oggi 86enne, che era stato accusato di omicidio colposo.
L'incidente avvenne durante dei lavori di ristrutturazione della villa adibita per eventi Poggio della Rota a Bassano Romano. A perdere la vita, dopo una settimana di agonia, fu Bartolomeo Torricelli di 75 anni. 

 

Il processo per l'imprenditore si aprì nel settembre del 2017 e nel marzo del 2019 arrivò la sentenza. Il pm aveva chiesto una pena di un anno e sei mesi mentre il giudice Silvia Mattei emise il verdetto di assoluzione "perché il fatto non costituisce reato". Nel 2021 la sentenza fu confermata in appello e si è arrivati dunque in Cassazione dove il 23 giugno è stata messa la parola fine con il rigetto del ricorso presentato dai parenti della vittima che si erano costituiti parte civile.
Secondo l'ipotesi dell'accusa, che non ha retto i tre gradi di giudizio, l'imprenditore "non aveva adeguatamente valutato la formazione professionale o comunque richiesto e verificato l'osservanza da parte dei singoli lavoratori delle norme vigenti in tema di sicurezza del lavoro e cagionato per colpa e cioè per imprudenza e negligenza ed imperizia lesioni gravissime al lavoratore, il quale, mentre era intento a lavori di pittura con un trabattello, il cui piano di calpestio era ad altezza di ml. 1,06 da terra, cadeva in terra riportando trauma cranico che ne imponeva il ricovero presso la rianimazione del Policlinico dell'Università Cattolica di Roma ove venivano accertate fratture multiple del cranio con esteso ematoma subdurale e fratture cervicali e dove decedeva".

 

Secondo la sentenza di primo grado, poi confermata in Appello e dalla Cassazione, il muratore quel giorno non sarebbe dovuto stare lì perché non gli era stato commissionato alcun lavoro specifico. Questa la ricostruzione: "Nell'ipotesi accolta dal giudice di prime cure, il Torricelli certamente si issava sul trabattello per visionare da vicino una macchia di umidità sul muro e poi, per un motivo non identificato, ma non costituito da un malore, probabilmente precipitava al suolo da modesta altezza, pari ad 1,00 mt - 1,50 mt., impattando violentemente il capo a terra". Ma per i giudici non ci sarebbe stata una responsabilità diretta del proprietario dell'immobile. E dunque l’assoluzione diventa definitiva.