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Viterbo, sanità. Incontro con i sindacati sul personale

B. M.
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Si è svolto ieri, 22 luglio, il primo incontro tra le organizzazioni sindacali e la direzione della Asl finalizzato a fare il punto sull’attuale dotazione organica, sulla carenza di personale e sulla stabilizzazione dei precari. Vittorio Ricci della Fials spiega: “Numeri alla mano, è emerso che per stabilizzare entro l’anno in corso una parte dei rapporti di lavoro, occorre prevedere di incrementare l’attuale dotazione organica, in particolare infermieri, operatori socio-sanitari e tecnici di laboratorio biomedico, di oltre 100 unità e di almeno altre 120 unità per il 2023, per completare il percorso di stabilizzazione anche di coloro che matureranno i requisiti temporali nel corso del 2023, previa previsione nella prossima legge di bilancio. Altro aspetto, invece, ha riguardato la definizione di un nuovo piano del fabbisogno del personale 2022-2024, che dovrà essere rispondente alle mutate esigenze della Asl Viterbo. Partendo dalla fotografia della situazione attuale, che presenta già clamorose carenze, si dovrà, in sostanza, predisporre un’ulteriore consistente incremento della dotazione organica nella Asl Viterbo di medici, biologi, infermieri, tecnici, amministrativi ed Oss, affinché il numero dei dipendenti sia adeguato alle attuali necessità di funzionamento delle strutture sanitarie, dei servizi e degli uffici, per rispondere ai reali bisogni di salute dei cittadini”. 

 


 

Cgil, Cisl e Uil, dal canto loro, sono ancora in attesa di conoscere la situazione reale, per la quale hanno chiesto alla Asl di fornire il numero di ingressi e uscite relativi agli anni 2021 e 2022. 

 

La Direzione ha infine confermato di aver proposto alla Regione Lazio un incremento consistente della dotazione organica, che tiene conto non solo delle attuali esigenze ma anche delle prospettive future legate alla riorganizzazione ed implementazione dei servizi. “Su tale ultimo aspetto, che ha implicazioni occupazionali notevoli e di particolare rilevanza per il futuro della sanità viterbese - spiega Ricci - si colloca anche la necessità di reinternalizzare alcuni servizi della Asl che impropriamente vengono dati in gestione ad aziende private”.