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Viterbo, boati a Orte. Torna la paura: Ingv installa un sismografo

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Sergio Nasetti
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Orte, da martedì l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha installato un sismografo in città a seguito delle ripetute segnalazioni dei forti boati provenienti dal sottosuolo, avvertiti di frequente da una parte della popolazione nel corso dell’ultimo anno, in varie parti del territorio. Il Comune ha concesso così in uso gratuito all’Ingv, un proprio locale dotato di alimentazione elettrica e rete dati per il sismografo, che è stato inserito nella rete nazionale monitorata dall’istituto. L’ubicazione del locale rimane top secret per motivi di sicurezza.

 

Data la peculiarità della situazione l’Ingv mette così in atto una linea di azione per comprendere il fenomeno che ha generato per diverso tempo forti boati, tremori e la formazione di doline, che nello specifico potrebbe essere dovuto ad un dinamica profonda nel basamento carbonatico risentita in entrambe le aree; ad una concomitanza e alle coincidenza di due fenomeni separati, uno superficiale inerente la Rocca di Orte e uno profondo nel basamento oppure ad un fenomeno di innesco rispetto all’altro.
L’unica cosa certa finora emersa è che non si è trattato di piccoli terremoti, mentre per quanto riguarda la formazione di doline o sinkhole, i tecnici hanno già eseguito un’analisi satellitare delle deformazioni attraverso le tecniche di interferometria da satellite (Sar) per rilevare la presenza di deformazioni del terreno, da poter ricollegare alle fenomenologie registrate nella piana alluvionale del Tevere nelle località Lucignano, Petignano e Baucche. 

 

Nel centro storico invece è risultato impossibile realizzare delle misurazioni geofisiche per i vincoli determinati dal tessuto urbano e dal rumore antropico che ne inficerebbe il risultato. Ed ecco appunto l’installazione di una rete di rilevazione sismica di dettaglio per tentare di registrare e localizzare le sorgenti che generano il rumore all’interno della rupe tufacea ma anche in altre zone del territorio.