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Viterbo scuola. Al via l'immissione in ruolo dei docenti: sono 356 le cattedre da assegnare

Massimiliano Conti
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Ventuno nell’infanzia (di cui 7 nel sostegno), 54 alla primaria (35 dei quali nel sostegno), 94 alle medie (36 nel sostegno), 187 alle superiori (19 nel sostegno). Ammonta a 356 il totale delle cattedre che stanno per andare a ruolo in provincia di Viterbo. Un contingente tutto sommato modesto, almeno rispetto alle aspettative della vigilia e alle previsioni degli stessi sindacati, i quali temono ora l’ennesima diaspora dei prof viterbesi che hanno superato i vari concorsi degli ultimi anni, una buona parte dei quali sarà costretta a emigrare per avere il sospirato contratto a tempo indeterminato. In questi giorni gli interessati - ovvero i docenti inseriti nelle Gae e nelle varie graduatorie di merito - stanno scegliendo, tramite la piattaforma ministeriale, l’ordine delle province laziali in base al loro interesse, ma soprattutto in base alle disponibilità di posti. Entro la fine di luglio si passerà alla scelta delle scuole. Come sempre, alle medie e alle superiori, il grosso delle cattedre disponibili sono quelle relative alle materie scientifiche ma ci sono da coprire anche diversi posti di scienze motorie e lingua inglese.

 

“Le disponibilità nella nostra provincia sono meno di quelle che speravamo - confida la segretaria provinciale dello Snals, Brunella Marconi -. Stiamo ricevendo telefonate da parte di iscritti in graduatoria che temono di finire fuori provincia. Con questi numeri il timore è fondato: anche quest’anno assisteremo a un esodo di docenti dentro i confini laziali”. Per qualcuno questo significa però dover rinunciare al ruolo: “Penso a molte madri che non se la sentono di lasciare marito e figli per andare a insegnare a Roma, a Latina o a Frosinone, con tutto ciò che questo comporta dal punti di vista organizzativo ed economico - continua la segretaria dello Snals -. Molti preferiranno restare precari e si accontenteranno di una supplenza annuale vicino casa”.

 

Nonostante il numero esiguo di immessi in ruolo nella Tuscia, la scuola italiana, quella viterbese inclusa, sta tuttavia lentamente guarendo dalla sua malattia cronica, la supplentite. Se è vero che le cattedre di fatto, da coprire con contratti a tempo determinato pescando dalle gps, a settembre saranno ancora molte, il caos degli anni passati - quando a metà ottobre nelle scuole viterbesi c’erano ancora centinaia di posti vacanti - è ormai un ricordo. Male che vada, il 1° settembre il grosso degli insegnanti sarà tutto al proprio posto. Merito dei vari concorsi, dell’informatizzazione delle assegnazioni e dell’inasprimento delle sanzioni per chi rinuncia alla cattedra assegnata.