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Viterbo, paese delle fiabe invaso. Il caso di Sant'Angelo di Roccalvecce approda in Consiglio comunale

Massimiliano Conti
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Un borgo ostaggio del proprio successo. E’ quello di Sant’Angelo di Roccalvecce, fino a qualche anno fa grigia e misconosciuta frazione distante 35 chilometri dal capoluogo e oggi nota in tutta Italia come paese delle fiabe, grazie ai murales realizzati dall’associazione Acas. 
L’autentico boom turistico conosciuto dal paese - che per certi versi richiama quello vissuto da Civita di Bagnoregio – è diventato tuttavia un problema, a causa della mancanza di strutture e infrastrutture (a cominciare dai parcheggi), in grado di non sostenere gli imponenti flussi di persone che, soprattutto nel corso dei fine settimana, si riversano nelle sue strade e piazze per ammirare le facciate dei palazzi “affrescate”. 
E’ una situazione esplosiva quella che è stata descritta in aula martedì scorso dalla sindaca Chiara Frontini – peraltro grande sostenitrice dell’associazione Acas e del suo presidente Gianluca Chiovelli – nel rispondere ad un’interrogazione presentata dal consigliere leghista Andrea Micci sul rischio che il paese perda il suo medico di base.

 

Una comunità oggi lacerata, quella del borgo rurale di Sant’Angelo: da una parte la maggioranza dei residenti, perlopiù anziani, che mal digerisce l’invasione di forestieri; dall’altra i più giovani e anche i titolari di attività economiche che invece guardano positivamente all’esplosione turistica. 
È obiettivo dell’amministrazione comunale risanare al più presto questa frattura che si è venuta a creare, ha assicurato Chiara Frontini: “La comunità di Sant’Angelo ci sta molto a cuore e intendiamo farle ritrovare la serenità perduta”, ha detto la sindaca, che a breve si recherà personalmente nella frazione per incontrare gli abitanti: “Mi auguro che anche qualche esponente dell’opposizione voglia partecipare - ha aggiunto -. Cercheremo di trovare un punto di incontro tra i residenti affinché si possa, da un lato sfruttare al meglio quello che attualmente rappresenta un patrimonio turistico per tutto il comune di Viterbo, dall’altro garantire la vivibilità di un borgo rurale oggi particolarmente sollecitato, ma che tale deve rimanere”. 

 

La prima cittadina si è detta convinta che attraverso il dialogo si potrà risolvere anche il problema relativo al medico di base, che oggi non ha più uno spazio per visitare i pazienti. Una vera emergenza, considerata l’età media molto alta degli abitanti, come sottolineato dal consigliere Micci, il quale ha ricordato anche come la precedente amministrazione comunale avesse avviato un confronto con il medico, senza tuttavia riuscire a trovare un accordo per l’utilizzo di un nuovo spazio.