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Viterbo, siccità e carenza d'acqua. Preoccupazione per le località turistiche. Autobotti in vari comuni

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Massimiliano Conti
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A Blera, a Soriano nel Cimino (in località San Giorgio) e a Tre Croci Talete sta intervenendo da alcuni giorni con le autobotti per sopperire alla riduzione del flusso idrico. A Nepi l’amministratore del centro residenziale Lydia ha comunicato un significativo abbassamento del livello del pozzo al sindaco Franco Vita, il quale, una volta che il consiglio comunale avrà approvato la variazione di bilancio, darà incarico a un geologo di verificare l’andamento delle falde acquifere nel corso degli ultimi anni e di elaborare una proiezione per quelli futuri. 
A Tarquinia il fiume Marta è a secco, a Montalto di Castro il livello idrometrico del Fiora registra un 34% in meno rispetto alla media stagionale. La Regione Lazio ha decretato lo stato di siccità e Talete è in stato di allerta. 

 

 

È questa, in estrema e drammatica sintesi, la situazione idrica nella Tuscia, nella settimana forse più calda dell’anno e quando alla fine dell’estate mancano a ancora due mesi. Una situazione estremamente critica, ammette il direttore tecnico di Talete Alessandro Fraschetti, che invita tuttavia a guardare il bicchiere, anzi il pozzo, mezzo pieno. “Per ora, nonostante i problemi in alcuni comuni, reggiamo”, dice il dirigente della spa, che fornisce qualche numero indicativo della drammaticità del periodo: nel primo semestre del 2022 nella nostra provincia c’è stato il 65% in meno di precipitazioni rispetto alla media degli anni precedenti. Le sorgenti di Piancastagnaio e delle Vene a San Lorenzo Nuovo hanno visto una riduzione della portata del 40%. 

 

 

Il lago di Bolsena si è abbassato di circa un metro rispetto allo scorso anno, “e se questa è la situazione delle falde visibili, si può immaginare quella delle falde sotterranee”. 
Ciononostante, non ci sono al momento sacche di carenza idrica a parte quelle già citate di Blera, Soriano e Tre Croci dove Talete sta facendo integrazioni con le autobotti. 
Ma quanto potrà ancora reggere il sistema con queste temperature e in assenza di piogge? “Per dirlo ci vorrebbe la sfera di cristallo – continua Fraschetti – anche perché abbiamo davanti un’estate ancora lunga. Le situazioni più critiche tra la fine di luglio e il mese di agosto le avremo nelle località turistiche, come Tarquinia, Montalto e le zone lacuali, dove la popolazione aumenterà. Riusciremo a compensare parzialmente con Viterbo che in quel periodo tradizionalmente si svuota. Sfatiamo inoltre un mito: se piove le falde non si ricaricano. Con le precipitazioni aumenta solo l’acqua di irrigazione. È nei mesi invernali che le falde si ricaricano”. 

 

Di qui l’appello di Fraschetti: ai sindaci perché facciano rispettare le ordinanze antispreco, ai cittadini perché responsabilmente limitino il più possibile i consumi d’acqua: “Nessuno, con 40 gradi, dice ai viterbesi di non farsi la doccia, ma almeno si eviti di innaffiare i giardini e di riempire le piscine. Siamo in un periodo di crisi idrica generale, è sotto gli occhi di tutti – conclude il direttore tecnico di Talete -. Ognuno faccia la sua parte”.