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Politica Viterbo, alla guida della Lega Bartolacci e Micci

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Cambio al vertice della Lega. Alla guida del coordinamento provinciale arriva nei prossimi giorni il sindaco di Tuscania, Fabio Bartolacci, mentre ad occuparsi del partito in città sarà il rieletto consigliere comunale Andrea Micci, unico superstite del Carroccio, insieme al candidato sindaco Claudio Ubertini, all’interno di Palazzo dei Priori.

La decisione di cambiare gestione è stata presa durante una riunione della segreteria regionale alla presenza di Claudio Durigon ed è l’inevitabile risultato della disfatta elettorale del mese scorso. Ovvero, trattasi del tentativo di mettere in circolo “linfa” nuova in vista dei difficili appuntamenti con le elezioni politiche e regionali. Che, se venisse confermata la tendenza emersa alle comunali, non sarebbero propriamente una passeggiata di salute. Escono di scena, almeno per il momento, il senatore Umberto Fusco e il genero Stefano Evangelista. Un’accoppiata finita spesso al centro di aspre polemiche interne e messa sempre di più sotto accusa fino alla resa dei conti innescata, appunto, dal verdetto delle urne. E se al primo sarà assegnato un nuovo incarico all’interno dell’organizzazione laziale (l’ufficializzazione dovrebbe avvenire a breve), per il secondo sembrano per ora chiudersi le porte della militanza attiva. D’altra parte, lui stesso, a metà giugno, preso atto della debacle elettorale, non aveva fatto mistero di essere intenzionato a farsi da parte. Come da parte si sono fatti, nel trattempo, tanti ex consiglieri comunali: da Ludovica Salcini a Walter Rinaldo Merlo, senza considerare tutti quelli (vedi ad esempio Stefano Caporossi) che, annusata l’aria che tirava, hanno deciso di non ricandidarsi.

Non sarà un compito facile quello a cui sono attesi Bartolacci e Micci, dato che, al di là delle presunte responsabilità che vengono imputate alla famiglia Fusco, la Lega sconta anche, a Viterbo come nel resto del Paese, un’evidente caduta di immagine con conseguente disimpegno dei tanti “soldati”, “colonnelli” e “generali” saliti sulla barca quando le cose andavano bene, ma ora subito pronti a riposizionarsi. Lo stesso Umberto Fusco, stante le difficoltà ad essere riconfermato in Parlamento, non è un mistero che abbia iniziato ormai da tempo una lenta marcia di avvicinamento ad Azione di Carlo Calenda, spostandosi su posizioni anche vicine al Partito democratico della Regione Lazio, con il quale sarebbe volentieri sceso a patti, sostenendo la candidatura a sindaco dell’assessora Alessandra Troncarelli, se non gli fosse stato impedito a brutto muso dai vertici regionali e nazionali del partito.