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Viterbo, bancarotta fraudolenta. Arrestato il re del caffè Maurizio Capoccetti

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Arrestato il re del caffè Maurizio Capoccetti. L'imprenditore viterbese di 57 anni, accusato di bancarotta fraudolenta, è finito ai domiciliari insieme ad Antonio Glorioso, 52 anni, nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla procura di Roma in seguito al fallimento della Macaf Tradirng srl, azienda di torrefazione con sede al Poggino, dichiarato dal tribunale fallimentare di Roma il 19 luglio 2018.

Oltre a Capoccetti e Glorioso, indagati i cugini di Capoccetti, i cugini Antero e Francesco Capoccetti, rispettivamente di 63 e 47 anni.

Come si legge nell'ordinanza disposta dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Roma Gaspare Sturzo, su richiesta della procura capitolina, i provvedimenti cautelari nei confronti di Capoccetti e Glorioso, quest'ultimo socio unico dal 2017, sono scattati "perché in concorso tra loro e nelle rispettive qualità - si legge - omettendo sistematicamente di pagare i tributi dovuti all’Erario, imposte, tasse, diritti camerali, contributi previdenziali ed assicurativi, Iva, Ires e Irap, a far data dall’anno 1999 e fino alla data del fallimento, per l’importo complessivo pari a euro 1.246.623,28 di cui euro 93.273,68 ammessi nello stato passivo reso esecutivo il 21.11.2018 cagionavano e, comunque, concorrevano a cagionare con dolo e per effetto anche delle operazioni dolose di cui al capo c), il fallimento della società a responsabilità limitata. Con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità e commesso più fatti di bancarotta fraudolenta".