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Tuscia tra le ultime province per contagiati: solo 26% della popolazione

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L’isolamento tutt’altro che splendido di Viterbo emerge anche dai dati aggiornati del contagio da Covid. La Tuscia sembra quasi una provincia della Sardegna, la Regione d’Italia dove la morsa del virus si è sentita meno in questi due anni e mezzo di pandemia: nel Vitrerbese è stato infettato infatti solo il 26% del totale della popolazione a fronte di una media nazionale che sfiora il 32%. Ovviamente si tratta di una percentuale sottostimata, che non tiene conto della parte sommersa dell’iceberg, ovvero tutti quei viterbesi che hanno contratto il Sars-Cov-2 nelle diverse varianti ma che sono sfuggiti alla contabilità ufficiale, o perché sono stati contagiati a loro insaputa o perché, soprattutto in quest’ultimo periodo, hanno fatto il tampone fai da te a casa e non hanno comunicato la positività alla Asl in assenza di sintomi importanti. 
Fatto sta che questa bassa percentuale – tra le più basse d’Italia – non è una buona notizia, tanto più che alcuni virologi come Andrea Crisanti ora sostengono di far circolare il più possibile il virus come arma per arginarlo, proteggendo solo i più fragili.

 

 

Se è vero che l’immunità di gregge dipende, oltre che dalla copertura vaccinale, anche dal numero di persone infettate, allora nella nostra provincia esiste una fascia molto ampia di popolazione esposta più degli altri al virus. Tanto più che - questo è ormai assodato - a distanza di mesi dalla dose booster l’immunizzazione crolla. E comunque va tenuto conto che con la variante Omicron 5 le reinfezioni sono molto frequenti. Quindi anche quelle zone d’Italia dove la percentuale di contagiati è più alta e supera il 40% (da Padova a Cesena, da Rimini a Bolzano) hanno poco di che stare tranquille.
A livello regionale è proprio la Tuscia la provincia dove il Covid ufficialmente ha aggredito meno, nonostante i numeri spesso allarmanti diffusi dalla Asl con i bollettini quotidiani. In testa c’è Rieti con il 34 per cento di persone che si sono infettate sul totale della popolazione dall’inizio della pandemia. Seguono Latina con il 32%, Roma con il 31, Frosinone con il 29 e appunto Viterbo con il 26..