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Viterbo, Omicron 5: casi triplicati in un mese. La Asl richiama i medici in pensione

Alessio De Parri
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Il ritorno del Covid manda in crisi i medici di famiglia. Tra pensionamenti e ferie, nel bel mezzo dell’estate sono ridotti ai minimi termini per fronteggiare l’ultima ondata, diffusa dalla variante Omicron 5, che negli ultimi giorni sta facendo risalire i contagi in tutta Italia, provincia di Viterbo compresa. “L’emergenza è scoppiata un paio di settimane fa”, spiega Mario Natili, vice segretario provinciale della Fimmg, che nel suo studio di Vignanello e Fabrica di Roma prova a tenere il passo tra visite in ambulatorio o a domicilio a pazienti con sintomi, inizi di isolamento, report, tamponi e prescrizioni di antivirali.

 

“Guardi, sono in ambulatorio dalle 8,15 e ora sono in pausa pranzo davanti al computer - racconta -. Sto mangiando un panino e intanto prescrivo le ricette, intanto il cellulare squilla di continuo, tra telefonate e messaggi di pazienti preoccupati. Tutto ciò per farle capire le enormi difficoltà che come me anche gli altri 220 medici di famiglia della Tuscia stiamo incontrando nel contrastare la prepotente avanzata dei contagi”. I numeri, d’altra parte, sono eloquenti: il 31 maggio, ultimo giorno in cui la Asl ha diffuso il bollettino sulla pandemia, i positivi nella provincia erano 1.487. Ieri invece sono schizzati a 5.175, oltre tre volte tanto in poco più di un mese. “Oggi ho 60 pazienti contagiati contro i dieci di tre settimane fa - prosegue Mario Natili - e sotto certi aspetti sono anche fortunato. Infatti ci sono alcuni casi al limite in provincia, come a Celleno, dove il medico di base non c’è più, o come a Canino, dove un solo dottore deve prendersi cura di 3 mila pazienti. E’ una fase molto delicata, in cui fatichiamo e non poco a soddisfare il fabbisogno degli assistiti. Io, ad esempio, sono stato costretto a posticipare le ferie a dopo Ferragosto per non abbandonare lo studio, che oggi è sotto pressione. Non c’è un attimo di tregua e temo che sarà così per tutto il resto dell’estate”. Nel frattempo la Asl ha provveduto a riaprire il reparto di medicina Covid di Belcolle (attualmente tra malattie infettive e l’ospedale di Montefiascone ci sono 40 ricoverati). Lunedì, poi, il direttore del dipartimento per le cure primarie della Asl, Giuseppe Cimarello, terrà una conference call con i rappresentanti dei medici proprio per fare il punto della situazione e studiare le prossime mosse anti-emergenza.

 

“La Asl ci sta dando una grossa mano - prosegue Natili -. Ha già provveduto a richiamare i medici in pensione per aumentare il personale. Le difficoltà sono tante anche per le Uscar, le squadre sanitarie che eseguono tamponi a domicilio, che a volte non riescono a stare dietro alle richieste in forte aumento”. Omicron 5 è il virus con maggiore infettività in assoluto, è paragonabile ad una brutta influenza (febbre alta, tosse, mal di gola, dolori articolari), anche se il livello di mortalità resta comunque basso. “Purtroppo l’allentamento delle misure di prevenzione, come l’abolizione delle mascherine al chiuso, sta complicando le cose - riprende il vice segretario provinciale della Fimmg -. Le persone che presentano sintomi devono subito procedere all’auto isolamento, ma soprattutto devono eseguire tamponi antigenici, in farmacia o presso di noi, visto che quelli fai da te spesso non dicono la verità. Bisogna prestare molta attenzione alle persone fragili, agli anziani o chi ha patologie importanti, sono loro che rischiano di più”.