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Lazio, elezioni regionali. Il Pd non farà le primarie. Passa la linea Zingaretti, Gualtieri, Fioroni e Bettini. Romoli stava già schierando le truppe

R. V.
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Elezioni regionali, niente primarie per il Partito democratico. Dopo un’animata riunione della segreteria, svoltasi lunedì per fare il punto sul deludente risultato delle elezioni amministrative (cocenti le sconfitte patite a Rieti e soprattutto a Viterbo), la decisione di annullarle è stata comunicata al segretario laziale, il senatore Bruno Astorre, da Enrico Letta, molto preoccupato della grave crisi palesatasi proprio con il voto delle comunali.  Letta, che ha incontrato Astorre mercoledì insieme al responsabile organizzativo Francesco Boccia, ha recepito e fatto proprie le istanze rappresentate dal presidente uscente della Regione, dal sindaco di Roma e da Base Riformista. In altri termini, nel Pd laziale si è formata una nuova maggioranza - incarnata da Zingaretti, Gualtieri, Fioroni e Bettini - secondo la quale le primarie rischiano di spaccare ulteriormente il partito e la coalizione. E vista l’aria che tira non conviene a nessuno. 

 


 

Niente conta, dunque, come è accaduto negli ultimi anni e come si apprestavano a fare, secondo consuetudine, gli uomini di Astorre. Niente spargimento di sangue: al contrario imbocco di una nuova strada per ricostruire un Pd e un centrosinistra rispettosi di tutte le sensibilità interne. Inclusività è la parola d’ordine di questa nuova fase.
Secondo quanto comunicato dal segretario nazionale, i prossimi mesi dovranno essere dedicati all’elaborazione di una solida piattaforma programmatica, ovvero alla costituzione di una coalizione larga, aperta a tutte le forme di civismo messe in luce dal risultato elettorale, e quindi all’identificazione del profilo di un candidato a presidente in grado di farsi garante di tutto ciò. 
Ripercussioni di questo nuovo corso intrapreso dai dem si avranno ovviamente anche a Viterbo e nella Tuscia, dove le truppe di Astorre, comandate dal consigliere regionale Enrico Panunzi, da qualche giorno si erano già messe in movimento per le primarie. Prova ne è un pranzo, svoltosi martedì scorso, organizzato dal presidente della Provincia, Alessandro Romoli, con i sindaci di Forza Italia. Obiettivo: preparare il terreno per l’appoggio, proprio in occasione delle primarie del Pd, al candidato presidente che doveva essere espresso dall’area di Astorre-Panunzi. Il tutto sulla scia dell’accordo rosso-azzurro che ha portato, a fine anno, all’elezione dello stesso Romoli alla guida di Palazzo Gentili, con conseguente caduta dell’amministrazione Arena, e quindi, alle comunali, alla formazione della lista Viterbo Cresce, in appoggio alla candidata del Pd Alessandra Troncarelli, con dentro l’ex sindaco forzista Giovanni Arena e la stessa compagna di Alessandro Romoli, Isabella Lotti. 

 

Come si è visto, tutta questa operazione finora ha portato però vantaggio solo a Romoli, dato che di voti azzurri Alessandra Troncarelli ne ha visti davvero pochi. D’altra parte, è il ragionamento che si fa adesso nel Pd, chi vota Forza Italia continuerà a farlo o deciderà di non farlo indipendentemente dalle alchimie politiche dei vertici di partito. Da qui la necessità di valorizzare le vere risorse del centrosinistra e del civismo.