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Viterbo, schiaffo a detenuto che poi si suicida. Il processo va avanti autonomamente

Valeria Terranova
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Andrà avanti il processo a carico di due agenti della polizia penitenziaria, un 49enne campano e un 51enne delle provincia, accusati di abuso di mezzi di correzione, aggravato dall’abuso di potere, per uno schiaffo dato il 23 luglio del 2018 al 21enne egiziano Hassan Sharaf, morto 7 giorni dopo aver tentato il suicidio nella cella di isolamento del carcere di Mammagialla dove era rinchiuso. In apertura della seduta il pm Michele Adragna, il difensore dei due imputati, l’avvocato Giuliano Migliorati e i legali delle parti civili, gli avvocati Michele Andreano e Giacomo Barelli, hanno dibattuto e presentato eccezioni circa la prosecuzione del dibattimento. La pubblica accusa ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per una riunione del procedimento in questione e quello che è stato avocato dalla Procura Generale di Roma per istigazione al suicidio, così come richiesto dai difensori delle vittime, i quali hanno proposto un altro rinvio per attendere la decisione.

 

Dello stesso avviso anche il legale dei due agenti, il quale ha sostenuto la necessità di attenersi ai capi di imputazione in contestazione e non ai fatti precedenti. Il giudice Elisabetta Massini dopo aver sentito i pareri delle parti ha disposto la prosecuzione del dibattimento passando alle richieste di prova. Come si ricorderà il 10 dicembre scorso il fascicolo dell’inchiesta principale è passato in mano alla Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma, che ha revocato la richiesta di archiviazione presentata il 15 maggio del 2019 dalla Procura di Viterbo, stabilendo l’apertura di ulteriori indagini, ponendo di nuovo il caso sotto la lente d’ingrandimento. Il provvedimento è stato reso noto il 13 dicembre a poche ore dalla conclusione della prima udienza del processo ai due agenti della polizia penitenziaria in servizio il 23 luglio del 2018 presso il penitenziario viterbese. In particolare, uno dei poliziotti avrebbe sferrato uno schiaffo talmente violento al detenuto 21enne da fargli urtare la testa contro il muro, prima che il ventenne tentasse di suicidarsi impiccandosi con delle lenzuola.

 

Il procedimento che riguarda i due poliziotti, nato da uno stralcio del filone giudiziario principale, relativo, come detto, all’opposizione alla richiesta di archiviazione dell’indagine avviata nell’estate di 3 anni fa contro ignoti, per istigazione al suicidio, che è stata avocata 7 mesi fa dalla Procura Generale, riprenderà il 14 novembre con la deposizione del primo testimone del pm, che sarà accompagnata dalla proiezione di un video.