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Viterbo, padre preso a pugni. Pugile di 19 anni minaccia poliziotti: "Vi ammazzo"

Valeria Terranova
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Giovane pugile prende a pugni il padre. Convalidato l’arresto per il 19enne viterbese finito in manette la notte tra martedì 5 e mercoledì 6 luglio per aver picchiato il padre, dal quale pretendeva 5 euro per acquistare della droga. Erano circa le 4.30 del mattino quando alcuni residenti del quartiere Carmine e vicini di casa, allarmati dalle urla del genitore del ragazzo hanno chiamato i soccorsi segnalando una lite in famiglia. Il giovane, ubriaco e probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, sentendo le sirene delle volanti ha preso un coltello con il quale si era inflitto due ferite profonde negli attimi precedenti ed è uscito da casa e si è precipitato nelle scale del palazzo.

 

I poliziotti intervenuti sul posto una volta entrati nell’edificio si sono trovati davanti il 19enne armato che per oltre mezz’ora non ha voluto saperne di gettare il fendente. Ciononostante gli agenti lo hanno tenuto d’occhio e una volta mollato l’osso, il giovane ha cercato di darsi alla fuga in sella al proprio motorino, ma uno dei poliziotti lo ha anticipato, prendendo le chiavi del mezzo che il 19enne aveva riposto nel casco. A quel punto gli agenti hanno chiamato l’ambulanza in modo che i sanitari del 118 potessero medicarlo, anche se il ragazzo non ha voluto saperne di farsi curare e così è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle dove ha cominciato a minacciare i poliziotti, rivolgendo loro frasi come: “Io sono cintura nera di karate”, “conosco tutti gli spacciatori di Tor Bella Monaca”, “Vi faccio ammazzare”.

 

Dopo aver dormito per 23 ore, il giovane è comparso ieri in aula al fianco del proprio difensore, l’avvocato Luigi Mancini. Nel corso dell’udienza di convalida, rispondendo alle domande del giudice Elisabetta Massini, volte a comprendere la natura delle ferite che si è procurato, ha spiegato che la sera dell’arresto è stato coinvolto in una rissa al Sacrario e che ha pensato di tornare a casa per prendere il coltello e ritornare a piazza dei Caduti. Tuttavia, secondo le ricostruzioni, le cose starebbero diversamente. Il giovane, annebbiato dai fumi dell’alcol, avrebbe iniziato a litigare in nottata con il genitore dal quale esigeva 5 euro per comprare stupefacenti e sarebbe andato su tutte le furie per non aver trovato le chiavi del motorino, conservate invece a portata di mano nel casco. Al termine della seduta, il difensore ha chiesto un termine ha difesa, il magistrato ha convalidato l’arresto e ha rimesso in libertà il 19enne, in quanto non ha alcun precedente alle spalle. Il dibattimento che riguarda il giovane pugile proseguirà in autunno.