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Viterbo, rifiuti. Scontro in Regione sulla gestione. Il retroscena

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Mattia Ugolini
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In Regione si discute l’istituzione degli Egato per la gestione dei rifiuti. Ed è un tutti contro tutti, con il Partito democratico spaccato e il centrodestra che presenta centinaia di emendamenti alla proposta di legge della giunta Zingaretti portata in aula dal consigliere regionale viterbese, Enrico Panunzi. Al di là di come andrà a finire, è un fatto che per Viterbo, al momento ricettacolo dei rifiuti romani, non si prospettano per ora tempi migliori di quelli attuali. Posto che alla base del funzionamento degli Egato c’è il principio dell’autosuffienza delle cinque province laziali, prima che la nuova gestione entrerà in funzione passeranno infatti diversi anni, il che vuol dire che nel frattempo la discarica di Monterazzano sarà costretta a continuare ad incamerare i rifiuti romani, con conseguente rischio di andare presto in esaurimento.

 

Per evitare tutto ciò la soluzione pensata da Zingaretti è, appunto, l’istituzione degli Egato, acronimo di Enti di gestione integrata, che si occuperanno del ciclo rifiuti nel Lazio. La proposta di legge è stata licenziata ad aprile e sottoposta al vaglio della Commissione Bilancio, dove però si è ingolfata a causa della pioggia di emendamenti da parte dell’opposizione e delle liti interne al Pd. Per sbloccare il più classico degli stalli alla messicana, Zingaretti ha attivato la procedura d’emergenza, scrivendo una lettera al presidente del Consiglio regionale e spostando la discussione in aula. Mossa, questa del bypass, che ha fatto infuriare gli esponenti di FdI, Lega e FI. Ma cosa sono, nei fatti, gli Egato e, soprattutto, come si è arrivati a questo punto? Ancora una volta tutto nasce dal Piano rifiuti regionale del 2020, con il quale sono stati istituiti gli Ato (ambiti territoriali ottimali), una sorta di perimetri geografici corrispondenti alle cinque province del Lazio. All’interno di essi è fatto obbligo di chiudere il ciclo di trattamento e smaltimento dei rifiuti. Ma lo stesso piano prevedeva come step successivo la creazione degli Egato, enti gestionali che possano occuparsi direttamente dei rifiuti interni agli Ato, i quali possiedono personalità giuridica di diritto pubblico e sono dotati di autonomia organizzativa, amministrativa, tecnica e contabile.

 

Agli Egato parteciperebbero tutti i sindaci dei comuni che fanno parte dell’Ato, con possibilità di eleggere un presidente tramite un’assemblea e un consiglio direttivo. Il testo unico ambientale che definisce questi enti prevede che gli Egato possano occuparsi esclusivamente della gestione della raccolta differenziata, ma la proposta di Zingaretti e dei suoi, all’articolo 4, allarga la competenza anche all’organizzazione generale del servizio integrato dei rifiuti, all’adozione del piano d’ambito, agli affidamenti del servizio, alla determinazione delle tariffe e alla stipula degli accordi di programma. In sintesi, in caso di approvazione, non saranno più i comuni a dover farsi carico della gestione dei rifiuti. L’obiettivo del Pd è quello di accentrare il servizio, uniformandolo e riorganizzandolo. Tra l’altro si prospetterebbe anche la scomparsa di molte società in house, come - nel caso di Viterbo - Viterbo Ambiente ed Ecologia Viterbo, dato che la proposta di legge prevede la facoltà e non l’obbligo di optare per l’assegnazione dei servizi alle società al posto della gara. Tuttavia, per completare questo percorso e far entrare in vigore a pieno regime gli Egato, sono necessari diversi anni: sette, al massimo otto. Decisamente troppi, visto che intanto i rifiuti di Roma, Rieti, Frosinone e anche di Latina continuano ad arrivare a Monterazzano. “Questa legge non risolve nulla - commenta al Corriere la consigliera regionale di FdI, Chiara Colosimo -. Viterbo è molto penalizzata, a causa di una non scelta che deriva dal piano rifiuti, con l’emendamento ideato e votato da Enrico Panunzi, che oggi invece ci dice che la discarica viterbese è sull’orlo del collasso. Poteva pensarci prima”. La discussione è iniziata il 4 luglio e si è protratta alle 17 di ieri. Per oggi è in programma un’altra seduta dalle 10 alle 14 e, a meno che la maggioranza di centrosinistra non cali un maxi emendamento, la battaglia proseguirà per altri giorni.