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Viterbo, rissa davanti ai carabinieri a Caprarola. Cinque arresti

Valeria Terranova
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Maxirissa a Caprarola, in 5 sono finiti in manette. Si tratta di tre nordafricani e due italiani che sono comparsi ieri mattina in aula e processati per direttissima dopo essere stati arrestati dai carabinieri. Da quanto si è appreso la lite tra due gruppi diversi di persone sarebbe scoppiata davanti ai militari, i quali sarebbero intervenuti in un primo momento a seguito della segnalazione di un’aggressione ai danni di uno dei tre marocchini. Mentre gli operanti stavano provvedendo a raccogliere le prime informazioni sarebbe transitata un’auto con alcuni giovani a bordo, i quali sarebbero stati riconosciuti e indicati come gli aggressori. Nel momento in cui i militari si sarebbero avvicinati alla macchina dalla quale sarebbero scesi quattro giovani, il conducente del veicolo si sarebbe allontanato. In quell’istante i tre marocchini si sarebbero avventati contro i quattro antagonisti e sarebbe esplosa la rissa.

 

 

Stando alle prime ricostruzioni, i componenti delle due fazioni nemiche sarebbero stati molti di più e alcuni non sono stati ancora identificati. Nello specifico, in mezzo alla mischia ci sarebbero andati di mezzo anche gli stessi militari, che nel frattempo sarebbero stati raggiunti dai colleghi di altre caserme, il cui intento era soltanto quello di separare i soggetti coinvolti nella colluttazione. I due giovani italiani, i quali nel corso dell’udienza avrebbero ammesso di essere ritornati in zona dopo aver picchiato uno dei tre stranieri avrebbero precisato di non aver provocato in alcun modo i contendenti, i quali invece si sarebbero scagliati immediatamente contro di loro. A quanto è dato sapere, al centro della vicenda ci sarebbe una ragazza.

 

 

Al quintetto inizialmente sono state contestate le accuse di resistenza a pubblico ufficiale, rissa e lesioni personali. Il giudice Elisabetta Massini, all’esito della seduta, ha convalidato l’arresto soltanto nei confronti di tre uomini origine marocchina, esclusivamente per il reato di lesioni personali in concorso, medesima accusa di cui dovranno rispondere anche i due giovani italiani, ma si deve precisare che nel corso del dibattimento sarebbe venuto fuori che i due ragazzi, uno dei quali è assistito dall’avvocato Franco Taurchini, si sarebbero soltanto difesi. Inoltre, il magistrato non ha ritenuto sussistenti le accuse di resistenza e lesioni ai pubblici ufficiali. Tuttavia, i 5 uomini che dovranno rispondere del medesimo reato sono stati rimessi in libertà, il procedimento per direttissima che li riguarda è stato rinviato al 13 ottobre.