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Viterbo, omicidio delle Saline. Cesaris davanti al gip di Civitavecchia

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Aveva fatto delle ricerche su Google per capire come uccidere una persona senza lasciare tracce. Era dicembre dello scorso anno e Claudio Cesaris, il tecnico universitario in pensione 68enne di Pavia, aveva già maturato la decisione di uccidere il professor Dario Angeletti. Ne sono convinti i magistrati della Procura di Civitavecchia che oggi ribadiranno davanti al gip che dovrà stabilire con certezza i capi di imputazione a carico dell'uomo che ha confessato di aver ucciso il professore di biologia marina dell'Unitus sparandogli a bruciapelo alla testa.

 

Claudio Cesaris sarà tradotto dal carcere romano di Rebibbia dov’è attualmente detenuto per assistere alla sua prima udienza. E’ assistito dagli avvocati Michele Passione del Foro di Firenze e Alessandro De Federicis del Foro di Roma.
Da quello che emerge dalle carte dell'inchiesta Cesaris non si era mai rassegnato alla fine della relazione con una ricercatrice iniziata in Lombardia. La trentenne, molto più giovane di lui, si era trasferita da un paio d'anni a Viterbo. Viveva a San Martino al Cimino e lavorava alle Saline di Tarquinia insieme al professor Angeletti. Cesaris, ossessionato da lei, aveva deciso di seguirla prendendo casa a poche centinaia di metri da lei. La stessa casa dove nella notte del 7 dicembre è stato poi raggiunto dai carabinieri e dove ebbe un malore. Confessò qualche giorno più tardi, tuttavia il pensionato non ha mai ammesso di aver pianificato l'omicidio. Ha ammesso di aver sparato ad Angeletti che gli aveva dato un passaggio verso il parcheggio dell'Oasi delle Saline di Tarquinia, ma come reazione a una presunta brutta frase del professore verso il genere femminile.

 

Le indagini tuttavia hanno svelato uno scenario molto diverso. Cesaris seguiva e perseguitava la ricercatrice. Mail di minacce, sms e messaggi vocali whatsapp, pedinamenti, appostamenti, incontri solo all’apparenza casuali. Il 19 maggio del 2021 il pensionato aveva avvicinato la donna puntandole un dito vicino alla tempia dicendole: “Quando hai una pistola puntata alla tempia o quando puntano la pistola alla tempia di chi ami fai quello che ti dicono di fare”. Ed è in questo periodo che Cesaris inizia a pensare che la donna abbia una relazione con Angeletti. Un suo film, che tuttavia sarà fatale per il professore. Il tecnico universitario in pensione, è stato accertato durante l'inchiesta, riuscì a piazzare un gps nell'auto della donna. Segue i suoi movimenti, poi inizia a seguirla sempre più ossessivamente. A inizio dicembre tutti i giorni, fino al 7 quando la segue appena esce di casa a San Martino. Lui è armato, si è procurato una pistola non di sua proprietà. La segue fino alle Saline poi, una volta parcheggiata l'auto, si incammina nella strada dell'Oasi. E' l'ora di pranzo, sa che li passerà il professore per andare a prendere un panino. Ferma l'auto di Angeletti, si fa dare un passaggio verso il parcheggio poi gli spara due colpi alla testa.