Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, annullato l'Huffestival by Caffeina. Decisione della Compagnia del Teatro dopo alcune spiegazioni chieste dal Comune

Mattia Ugolini
  • a
  • a
  • a

L’associazione Compagnia del Teatro annulla l’Huffestival 2022 by Caffeina previsto nelle date 8-10 luglio e 16-18 settembre. La decisione è stata comunicata ieri pomeriggio, 4 luglio, dopo un’interlocuzione con il Comune, che aveva chiesto alla stessa associazione ragione della presenza del brand Caffeina sui manifesti affissi in città, posto che la richiesta di finanziamento e patrocinio è stata appunto presentata da Compagnia del Teatro. A dare notizia dell’annullamento dell’iniziativa è stato, in una nota, il presidente di Compagnia del Teatro, l’avvocato Dominga Martines

 


 

“L’associazione - dice - è stata oggetto in questi giorni di attacchi strumentali e diffamatori (...). Preso atto altresì di singolari comunicazioni pervenuteci dal Comune di Viterbo, da noi prontamente riscontrate, ed alle quali è conseguito il rifiuto del patrocinio, anche solamente non oneroso per le nostre iniziative di rilevanza nazionale, si è ritenuto, in accordo con i nostri partner, di non procedere all’organizzazione delle stesse in un contesto come quello di Viterbo, dove esse e la nostra presenza evidentemente non sono gradite, e di svolgerle invece in altra località. Colgo l’occasione - sempre l’avvocato Martines - per ringraziare le tante persone che hanno collaborato e collaborano tutti i giorni con la nostra associazione, a cui diamo appuntamento per l’evento del 16 luglio con Angelo Branduardi presso la meravigliosa Cappella di Vitaleta a San Quirico d’Orcia nell’ambito del Caffeina Emporio Letterario di Pienza”. 
Si apprende da Palazzo dei Priori che il Comune aveva chiesto a Compagnia del Teatro di chiarire i rapporti con Caffeina. La risposta però non sarebbe purtroppo mai arrivata. Dopodiché la situazione è precipitata in poche ore. In mattinata infatti il marito dell’avvocato Martines, l’avvocato Giacomo Barelli, e Filippo Rossi, avevano risposto, con una conferenza stampa, alle polemiche dei creditori di Fondazione Caffeina, cercando di rassicurarli, ovvero manifestando l’intenzione di pagare tutti i debiti. Fondazione Caffeina, hanno reso noto, ha infatti avviato la cosiddetta procedura di esdebitazione, che prevedere un piano di rientro pluriennale: “Proprio in questi giorni si è conclusa - ha spiegato Barelli - la fase preparatoria della procedura. A metà luglio depositeremo in tribunale il piano di rientro ed attenderemo”. A verificare la validità del piano, come previsto dalla legge, è stato il commercialista Giancarlo Puri, nominato gestore dal tribunale. Lo stesso, come da prassi, un mese fa ha provveduto ad informare dell’operazione anche i creditori (circa 60), chiedendo loro di precisare il credito vantato. Si è potuto così stabilire l’ammontare totale dei debiti, che oscillerebbero tra i 300 ed i 400 mila euro. Da notare che i creditori rientreranno in gioco laddove il tribunale desse il via libera alla procedura (come tempi, si prevede entro settembre): a quel punto il piano di rientro, che sarà quinquennale, dovrà essere infatti approvato anche da loro (necessaria la maggioranza assoluta). Se la risposta sarà positiva, Fondazione Caffeina potrà ricominciare ad organizzare attività in maniera diretta. Se dovessero esprimere parere negativo, si passerebbe alla liquidazione. 

 

Ad ogni modo, se ci saranno i sì di tribunale e creditori, è previsto che l’attuale presidente della Fondazione, Filippo Rossi, si dimetta dalla carica per lasciare il posto ad una nuova governance, che avrà il compito di corrispondere i pagamenti. E proprio a loro si è rivolto Filippo Rossi ieri mattina: “Ho letto che si sono adirati per la presenza del brand di Caffeina nel prossimo evento che si terrà questo mese. Il brand è slegato dalla Fondazione e viene ceduto gratuitamente o a pagamento proprio per alimentare la mitologia, la pubblicità ed essere una garanzia per i creditori. Se il marchio Caffeina fosse inaridito e inutilizzato, non avremmo potuto mettere in piedi neanche questa procedura. Tutte le nostre azioni, compresa la mia nomina a presidente della Fondazione e la cessione del marchio ad altre società o associazioni, sono state fatte nel rispetto dei creditori, per salvaguardarli. Il piano è credibile, perché altrimenti il gestore neanche ce lo avrebbe fatto presentare in tribunale”. “Fondazione Caffeina, per pagare i debiti - ha concluso - deve lavorare. Senza lavorare non possiamo pagare nessuno. Non c’è un padre padrone: questo è l’unico modo per poter uscire dalla situazione debitoria. Crediamo di poter essere ancora utili alla città”.