Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, commerciante ucciso a colpi di sgabello. Condanna definitiva per Michael Pang

  • a
  • a
  • a

Condanna definitiva per Michael Aaron Pang, la Cassazione ribadisce i 25 anni e mezzo di reclusione inflitti al 25enne,il quale uccise il commerciante viterbese Norveo Fedeli. L’ex grafico pubblicitario americano, di origini sudcoreane, il 3 maggio del 2019 intorno all’ora di pranzo assassinò con 11 colpi di sgabello il 74enne nella sua storica jeanseria in via San Luca.

 

Ieri pomeriggio, lunedì 4 luglio, il verdetto di primo grado emesso a dicembre del 2020 dalla Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo, allora presieduta dal giudice Silvia Mattei, è stato interamente ribadito senza alcuno sconto di pena dalla Suprema Corte che ha rigettato il ricorso della difesa. Il legale di Pang, l’avvocato Remigio Sicilia, a novembre 2020, in occasione della discussione, a fronte della richiesta di ergastolo avanzata dalla pm Eliana Dolce, chiese per il proprio assistito l’assoluzione per legittima difesa e in subordine l’eccesso colposo di legittima difesa. In caso di condanna, invece, lo sconto di un terzo della pena con rito abbreviato più volte sollecitato, oltre al riconoscimento di tutte le attenuanti. Inoltre, fu chiesta l’assoluzione dall’accusa di rapina o in alternativa la derubricazione in furto e il minimo della pena. A settembre scorso la sentenza fu confermata dalla Corte d’Appello.

 

Il difensore del 25enne, attualmente recluso presso il penitenziario di Mammagialla, ad aprile di un anno fa ricorse al secondo grado di giudizio per ottenere una revisione della sentenza, relativamente all’aggravante della rapina per avanzare ancora una volta un’istanza di abbreviato. A questo proposito, nell’immediato il giovane ammise di essere stato l’autore del delitto negando il movente della rapina e all’esito della proclamazione, il difensore aveva ritenuto che non fossero state affrontate le problematiche principali che erano state sollevate dalla difesa, ossia la posizione delle persone, la loro disposizione sui luoghi. “Tutte circostanze che a nostro modo di vedere non sono state opportunamente approfondite – dichiarò Sicilia-. Pang si è affidato e anche alla luce del lavoro svolto dalla Corte d’Assise di Viterbo che si prese tutto il tempo per decidere, la Corte d’Appello invece ha impiegato solo 37 minuti troppo poco per rivedere tutti i contenuti, dal nostro punto di vista”. A credere nella robustezza dell’impianto accusatorio, l’avvocato Fausto Barili, che ha rappresentato i familiari della vittima.
“Da parte nostra c'è estrema soddisfazione perché con oggi si pone un sigillo definitivo rispetto a una vicenda giudiziaria tristissima – ha riferito Barili-, che nasce da una tragedia che ha sconvolto la famiglia Fedeli che inevitabilmente ha dovuto viverla,ma che ha turbato tutta la comunità cittadina. Venivamo da una sentenza di primo grado argomentata in maniera approfondita e impeccabile rispetto tutti i temi trattati dalla difesa, suffragata dal verdetto della corte d'appello, rispetto alla quale la corte di Cassazione evidentemente non ha ritenuto di condividere le censure mosse dalla difesa del Pang che intendevano contestare il percorso argomentativo che aveva portato la corte d'assise d'appello di Roma a ritenere integrata l'aggravante del nesso teleologico, e cioè, in questo caso l'omicidio commesso quale atto strumentale al compimento di un altro reato che è la rapina. Siamo felici del risultato ottenuto, segno evidente che questa vicenda era stata sin dal principio correttamente inquadrata e non è stata mai ribaltata dai successivi gradi di giudizio”.