Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, giugno senza pioggia. Non era mai successo

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Nell’estate bollente del 2003, quella in cui la temperatura media del mese di giugno a Viterbo raggiunse il livello record di 28,5°, con un massimo di 33°, ci furono ben nove giorni di temporali e quattro giorni di pioggia, per un totale di 40,38 millimetri di precipitazioni. Nel mese di giugno di quest’anno la temperatura media è stata di 27,1° con punte di 31,8% e non c’è stato un solo giorno di pioggia. Sta tutto in questi numeri il dramma della Grande siccità che stanno vivendo Viterbo e la Tuscia, così come il resto d’Italia, e che sta mettendo in ginocchio l’agricoltura, come segnalato nei giorni scorsi dalla Coldiretti provinciale.  Per trovare dunque un giugno così caldo bisogna quindi tornare indietro di vent’anni, con la differenza che nel 2003, come abbiamo visto, sulla città dei papi le precipitazioni non erano mancate.

Nel giugno dell’anno seguente, il 2004, la temperatura tornò a livelli accettabili (23,3%) e da allora, tra alti e bassi, così si è mantenuta, fino al grande caldo di questo 2022 africano: 24,4° nel 2005, 23,3° nel 2006, 24,3° nel 2007, 21,4° nel 2008, 22,9° nel 2009, 21,9° nel 2010 e nel 2011, 25,8° nel 2012, 22,5° nel 2013, 23,1° nel 2014, 23,9° nel 2015, 22,5° nel 2016, 25,9° nel 2017, 22,8° nel 2018, 25,9° nel 2019, 22,1° nel 2020 e 24,2° nel 2021. Lo scorso anno, per la cronaca, a Viterbo c’erano stati quattro giorni di temporali e sette di pioggia. Questa ondata anomala di caldo, stando alle previsioni, è destinata a continuare almeno fino alla fine della prima decade di luglio, dopodiché le correnti atlantiche più fresche dovrebbero concedere un po’ di respiro, prima alle regioni settentrionali e poi anche a quelle del Centro sud.

Nell’attesa, nella Tuscia - che è la provincia del Lazio che sta soffrendo di più - gli agricoltori contano i danni, Talete ha già dovuto attivare le autobotti in alcuni comuni e i sindaci, su richiesta della stessa azienda idrica, hanno già tutti emanato le ordinanze antisprechi. Lo spettro dei razionamenti, se l’arsura dovesse continuare, è dietro l’angolo. La siccità, come evidenziato dal presidente della Coldiretti Mauro Pacifici, ha portato addirittura a cambiare le scelte di coltivazione: “Preoccupa fortemente la riduzione delle rese di produzione delle coltivazioni in campo, come il grano che fa segnare quest’anno un calo del 15% delle raccolta - spiega Pacifici -. Sono in difficoltà anche le coltivazioni di girasole, mais, e gli altri cereali, oltre a quella dei foraggi per l’alimentazione degli animali e di ortaggi e frutta, che hanno bisogno di acqua per crescere”. Secondo stime ancora sommarie e parziali, la siccità nel Lazio ha già causato 250 milioni di danni.