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Viterbo, zoo nel giardino di casa. Donna a processo per abbandono di animali

Valeria Terranova
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Aveva trasformato il giardino di casa in uno zoo ed è finita a processo dopo essere stata denunciata dal padrone di casa. Ieri in aula davanti al giudice Elisabetta Massini è stato sentito un veterinario, dirigente della Asl di Viterbo, il quale ad aprile di 4 anni fa prese parte al sopralluogo presso una sorta di tenuta occupata dall’imputata, una cinquantenne, la quale deve rispondere del reato di abbandono di animali.

 

“Il controllo scattò in quanto il proprietario dell’abitazione e del terreno non sapeva come cacciare l’inquilina e tentò in tutti i modi di mandarla via – ha spiegato il teste-. Nel corso della perlustrazione constatammo la presenza di 15 equidi, di cui 5 pony, 4 asini e 6 cavalli. In un’altra zona convivevano circa 50 cani, poi c’erano anche maiali, caprette e altri animali da cortile. Le condizioni di salute degli animali erano piuttosto al limite. Tre cavalli, nello specifico, erano malnutriti e uno era affetto dalla sindrome di Cushing, che consiste in un disturbo endocrino causato da un’anormale iperattività della ghiandola ipofisi, che produce un’eccessiva quantità di ormone adrenocorticotropo che serve a stimolare la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress, nelle ghiandole surrenali. Dunque, una maggiore produzione di cortisolo determina dimagrimento. Per il resto, sia i pony che gli asini erano in sufficiente stato di nutrimento. Ricordo, in particolare, che soltanto un asino presentava una dermatite, ma ci fu detto dall’imputata che era in cura da un veterinario. Per quanto riguarda gli alloggi nei quali erano ospitati e le condizioni in cui gli animali vivevano notammo che gli asini stavano in alcuni box all’esterno, i cavalli erano liberi di pascolare in un terreno che si estendeva fino al bosco vicino, mentre relativamente ai pony, alcuni stavano in dei recinti mentre altri erano liberi. Rispetto a questo non abbiamo rilevato particolari problematiche. Credo si tratti di una persona che ami recuperare in giro animali e che abbia una eccessiva zoofilia”.

 

Quando il giudice ha chiesto al testimone di approfondire il motivo per il quale fu necessario il loro intervento, il dirigente ha ribadito che le verifiche furono sollecitate dal proprietario dell’appezzamento all’interno del quale era compresa anche la casa in cui viveva la donna, la quale era intenzionata in alcun modo a lasciarla. Il dibattimento è stato rinviato al 21 luglio per l’ascolto dei testimoni della difesa e, salvo imprevisti, anche per la discussione, al termine è prevista la sentenza.