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Viterbo, fucili e pistole nascoste nella cameretta del figlio. Uomo finisce davanti al giudice

V. T.
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Nascondeva delle armi nell’armadio della cameretta del figlio di 9 anni. È stato rinviato dopo la pausa estiva il processo a un uomo residente a Capranica, al quale il 29 novembre del 2019 i militari della stazione locale requisirono un vero e proprio arsenale. A dicembre scorso, davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, un maresciallo dell’Arma che partecipò alle indagini ha raccontato la vicenda.

 

“Da fonti confidenziali venimmo a sapere del rapporto conflittuale che intercorreva tra l’imputato, a noi già noto, e la proprietaria della casa in cui l’uomo viveva per il mancato pagamento di alcune mensilità d’affitto – ha dichiarato il carabiniere-. In seguito scoprimmo che l’uomo aveva fatto intendere alla signora di possedere delle armi, determinando in lei una certa preoccupazione. Così il 26 novembre fermammo l’imputato mentre era alla guida della sua auto. Alcuni giorni dopo nella camera da letto del figlio, di appena 9 anni, dentro un armadio tenuto aperto trovammo 7 fucili calibro 12, 3 pugnali a doppia lama, 4 pistole, 3 baionette, 2 katane e diversi tipi di munizioni, tra le quali una in particolare. Nello specifico si tratta di un proiettile 7,62 della Nato con cui si caricano fucili da battaglia e d'assalto, che non si può detenere o denunciare. Pertanto procedemmo con l’arresto dell’imputato. Successivamente, dai riscontri eseguiti sulle banche dati, riscontrammo che una parte di questi armamenti fu denunciata effettivamente dal padre dell’uomo, morto nel 2018, ma tutto il resto non risultò regolarmente dichiarato e dunque le armi erano detenute illegalmente dall’affittuario”.

 

Durante la prossima udienza fissata a ottobre verranno sentiti due testimoni citati della difensore dell’imputato, l’avvocato Francesca Bufalini.