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Viterbo, minacce di morte e dispetti alla ex costretta a chiudersi in casa per paura

Valeria Terranova
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Perseguita l’ex fidanzata con telefonate, bigliettini minatori e minacce di morte. Al via il processo a carico di un 44enne della provincia, accusato di stalking. L’uomo, attualmente sottoposto al divieto di avvicinamento alla vittima, è difeso dall’avvocato Antonio Rizzello. Contro di lui una trentenne di Viterbo, assistita dall’avvocato Dominga Martines per il Centro antiviolenza Penelope. Giovedì 30 giugno in aula si è celebrata l’udienza dedicata all’ammissione delle prove davanti al giudice Francesco Rigato, nel corso della quale il legale della giovane ha presentato istanza di costituzione di parte civile.

 

Era l’estate del 2020, quando l’uomo avrebbe tempestato la ex di telefonate e messaggi, arrivando a recapitarle foglietti con scritte intimidatorie e ad appostarsi fuori dalla sua abitazione staccando anche l’elettricità dal contatore esterno, costringendola a non uscire di casa o a farsi accompagnare da amici e parenti. Inoltre, l’uomo sarebbe piombato sul posto di lavoro della vittima minacciandola di morte e tutt’oggi continuerebbe a tormentare la donna nonostante la misura cautelare inflittagli già da tempo. Il dibattimento proseguirà con la testimonianza della trentenne attesa per il 26 gennaio del prossimo anno.

 

Intanto, nella stessa giornata e sempre per lo stesso reato, è entrato nel vivo stavolta davanti al giudice Elisabetta Massini un altro procedimento che vede sul banco degli imputati un 48enne viterbese, difeso dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta. Durante la seduta è stata interrogata un’amica di entrambi, la quale ha un’attività commerciale nello stesso palazzo in cui all’epoca dei fatti, tra agosto e novembre 2021, viveva la presunta vittima. “Conosco l’imputato dai tempi della scuola e lei perché abita nello stesso stabile dove ho il negozio da tanti anni – ha affermato la testimone-. Lui mi contattò tre volte su Messenger per sapere se lei stava con un altro e mi mandò delle foto sfocate indicandomi un uomo con una Nissan Qashqai bianca, dicendomi che sarebbe stato la nuova fiamma della ex, chiedendomi di verificare se lei lo stesse frequentando. Da parte mia cercai di incoraggiarlo ad andare avanti con la sua vita. Per come lo conosco io, l’imputato è una brava persona, lei invece mi riferì tutt’altro sul suo conto”. In seguito è stata sentita una 30enne, amica della persona offesa, la quale ha riepilogato un episodio in particolare. “Un pomeriggio di ottobre dello scorso anno eravamo in giro e lo vedemmo in lontananza così ci rifugiammo in un bar – ha spiegato la ragazza-. Sembrava che lui volesse dirle qualcosa ma che gli fosse mancato il coraggio per farlo.”. Il dibattimento in questione proseguirà il 13 ottobre.