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Viterbo, giunta nuova già al lavoro. I nomi degli assessori

Mattia Ugolini
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Presentata ieri pomeriggio, giovedì 30 giugno, nella Sala d’Ercole la giunta Frontini: otto assessori al prezzo di sette, con Vittorio Sgarbi che non percepirà compensi, e quattordici consiglieri delegati. Rimangono fuori Letizia Chiatti, Marco Ciorba e Marco Metelli
C’era molta attesa di conoscere la nuova amministrazione e, per certi versi, ci sono state alcune sorprese. Non rientrano tra esse Antoniozzi, nominato vicesindaco ed assessore alla cultura, Notaristefano (politiche sociali), Sgarbi (bellezza) e Aronne (qualità degli spazi urbani). Gli outsider sono Elena Angiani, nuovo assessore alle economie e alle risorse finanziarie, Stefano Floris (lavori pubblici), Silvio Franco (sviluppo economico e turismo) e Katia Scardozzi (servizi al cittadino, alle imprese e decentramento). 

 

Come detto, i consiglieri con delega sono dodici: Buzzi ai beni animali, Gioiosi al contenzioso, Bruziches alla valorizzazione del patrimonio, Croci alla promozione della Via Francigena, Nunzi al rispetto del contratto con le imprese e Apea, Rossi al progetto Santa Barbara, Tonnicchi allo sport, Poggi all’accessibilità del patrimonio culturale, Pietrangeli alle nuove generazioni, Moricoli alla fraternità, Giliberto all’educazione, De Alexandris alle piccole cose e alla partecipazione, Onofri all’innovazione tecnologica, Martinengo ai rapporti con le forze armate e Di Fusco alla polizia locale. Quest’ultimo, inoltre, sarà anche il capo di gabinetto del primo cittadino, dato che avrà la delega ai rapporti istituzionali. Un ruolo atipico, mai visto a Viterbo ma considerato di cruciale importanza dall’inquilina di Palazzo dei Priori. 
Frontini, invece, si terrà le deleghe al personale, al trasporto, alla sicurezza, alle partecipate, al rilancio del centro storico e all’ambiente. Un sindaco factotum, insomma. Rimasti attualmente fuori, ossia attualmente senza ruoli, Ciorba, Chiatti e Metelli. Uno di loro sarà verosimilmente presidente del Consiglio, ad un altro spetterà la presidenza di una commissione pesante. E a chi si domandava se potesse entrare in giunta anche FdI, Frontini risponde: “Li ringrazio, ma la vicenda per noi non è mai esistita. Hanno fatto, insieme a Ciambella, una scelta coraggiosa, forse non perché credevano che il nostro progetto fosse il migliore in assoluto, ma perché reputavano peggiore quello opposto. E’ comunque chiaro che il risultato ottenuto è ampio ed è frutto anche del loro contributo, pertanto auspico che la vicinanza si possa concretizzare in una sinergia sugli atti dell’amministrazione”. 
A tal proposito, il primo Consiglio si terrà martedì dodici luglio, salvo rinvii. Frontini, poi, ha voluto spendere due parole sul personale del Comune: “In 48 ore hanno predisposto tutto per le prime delibere, tra cui l’esenzione dalla Tosap per gli esercizi commerciali fino al trenta settembre. Ci hanno accolti con entusiasmo e preparazione, anche tutti i dirigenti ci hanno dimostrato voglia di lavorare con quelle che ora reputano le persone giuste per poter fare il bene della città. Cambieremo Viterbo anche insieme a loro”. 
Al termine della cerimonia è stata subito convocata la riunione di giunta, poi la squadra al completo è andata dai Facchini, impegnati nelle prove in vista del 3 settembre. 

 

Intanto, per quanto riguarda le altre forze politiche acque agitate in casa Lega: Evangelista si starebbe infatti per dimettere da coordinatore e Ubertini è con le valigie in mano. Era prevedibile: il risultato amaro ottenuto dal centrodestra alle elezioni sta scatenando nei partiti dei veri e propri terremoti. I primi impegnati nella resa dei conti sono i leghisti, dimezzati alle urne e decimati nel nuovo Consiglio comunale, i quali si preparano a rivedere i quadri dirigenziali. In particolare, con la mancata rielezione, Stefano Evangelista starebbe meditando di dimettersi da coordinatore provinciale, mentre Claudio Ubertini, rieletto in quanto candidato sindaco, sarebbe pronto a lasciare il partito. Nel primo caso, la scelta deve essere maturata all’indomani della cocente sconfitta elettorale, mentre, nel secondo, si tratterebbe di dissapori con i piani alti del Carroccio. D’altronde, la posizione di Ubertini (quasi costretto a fare il candidato sindaco dopo lo strappo con Fratelli d’Italia) è stata sempre tendente all’unità del centrodestra e non alla sua divisione, avvenuta in tempi non sospetti. I continui litigi lo avrebbero stancato e, molto presto, il consigliere comunale potrebbe decidere di fare le valigie e salutare i salviniani. Ed ora, di riflesso, può essere colpito anche Umberto Fusco, il quale nella Lega ricopre l’incarico di vice coordinatore regionale oltre ad essere senatore. Il senatur, ormai rimasto in balia delle onde, più volte nelle varie interviste si è posto in maniera cristallina: “Quando non mi vorranno più all’interno della Lega, me ne andró senza problemi. Le offerte non mancano ma, finché non mi cacciano, io resto qua”. Oggi, Durigon e Salvini, in base a quanto riportato da persone vicine ai rispettivi entourage, non sarebbero affatto contenti di come è stato gestito finora il partito nella Tuscia e, anche in vista delle politiche e delle regionali, potrebbero intervenire con mano pesante, azzerando, così si dice, la dirigenza locale.