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Viterbo, violenza sessuale. Buttafuori accusato di stupro. Il perito “E' socialmente pericoloso”

V. T.
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È socialmente pericoloso ma può prendere parte al dibattimento il buttafuori, 20enne, accusato di violenza sessuale ai danni di una 17enne adescata in discoteca. Questo il parere della psichiatra Tiziana Amici a proposito dell’imputato, originario di Pomezia, che fu arrestato nella primavera del 2020, durante il lockdown, a seguito alla denuncia sporta dai genitori della minorenne, parti civili nel dibattimento con l’avvocato Armando Fergola.

 

L’ulteriore perizia è stata sollecitata ad aprile scorso proprio dal difensore della parte civile, secondo il quale le vittime prese di mira dall’uomo sarebbero più di una. L’imputato, assistito dall’avvocato Luigi Mancini, è attualmente ricoverato in regime di arresti domiciliari, presso una struttura sanitaria che accoglie autori di reato affetti da disturbi mentali. La degenza in un luogo di cura appropriato è stata stabilita a dicembre 2021 sulla scorta delle conclusioni espresse sul caso da un altro perito, Alessandro Pinnavaia, il quale, alla luce di quanto desunto dalla documentazione medica, ha ritenuto che il ventenne presenterebbe una personalità borderline e sarebbe affetto da un vizio parziale di mente.

 

Nel corso della seduta celebratasi mercoledì 29 giugno, oltre al perito nominato dal collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, sono stati ascoltati anche i genitori della vittima, un 40enne e una 36enne, originari della Romania, i quali hanno confermato quanto precedentemente riferito agli investigatori, precisamente il 14 aprile di due anni fa, quando il giovane finì in manette per la seconda volta nel giro di pochi mesi, su istanza della pm Chiara Capezzuto. L’imputato, il quale deve rispondere di violenza sessuale, sequestro di persona, lesioni e rapina, con l’aggravante della crudeltà, approcciò la giovanissima nella discoteca nella quale lavorava e l’avrebbe costretta in un paio di occasioni a seguirlo in un b&b, dove si sarebbero consumate le violenze e avrebbe minacciato non solo la ragazzina ma anche i suoi familiari. Il procedimento riprenderà il 20 settembre.