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Viterbo, ceffone al figlio durante festa di compleanno: assolto quarantenne

Valeria Terranova
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Assolto un 40enne accusato di aver picchiato il figlioletto nel bel mezzo di una festa di compleanno. Fu la moglie a trascinare in tribunale il coniuge, accusandolo di aver schiaffeggiato il figlio di 7 anni, salvo poi ritirare la querela ad aprile del 2021. A novembre in aula sfilarono i testimoni, tra i quali una trentenne, amica della ex parte offesa, che raccontò cosa vide il 9 gennaio del 2019 in un parco giochi a Tuscania. “Stavamo festeggiando il compleanno del figlio della coppia e di un’altra compagnetta – spiegò la teste -. A un certo punto, mentre stavamo scattando delle foto ai bimbi, il marito della mia amica uscì dal bagno insieme al piccolo e io non feci neanche in tempo a girarmi che prese per i capelli la moglie, sbattendola contro un muro e facendola cadere a terra. Io mi buttai addosso a lui per separarli”.

 

 

In seguito, nella stessa seduta, depose il gestore del locale presso il quale si tenne la festicciola. “C’erano tre sale e io ero in quella accanto, quando all’improvviso sentì delle urla e mi precipitai per vedere cosa stesse succedendo – riferì il titolare -. Poi insieme ad un altro ragazzo accompagnammo fuori l’uomo, visto che la situazione era precipitata. Ricordo che ci fu un fuggi fuggi generale e il bimbo piangeva come tutti gli altri piccoli perché si erano spaventati, ma non aveva segni particolari in volto”. 

 

Fra gli invitati anche un carabiniere, il quale quel pomeriggio era in abiti civili. “Marito e moglie avevano discusso e lei era a terra, ma il bambino lo vidi soltanto dopo”, dichiarò l’ufficiale. La ex parte offesa in occasione della propria deposizione, resa ormai più di un anno fa, oltre a ritirare la denuncia nei confronti del consorte, finito alla sbarra, ritrattò la versione verbalizzata dai carabinieri, precisando che il marito avesse soltanto sgridato il piccolo per via del temperamento molto vivace. Il difensore della donna a questo proposito aggiunse che moglie e marito nel frattempo si sarebbero riconciliati. Ieri nel corso dell’udienza dedicata alla discussione, il pm, considerando che nessuno dei testimoni ascoltati durante il dibattimento avesse assistito al presunto ceffone che il padre avrebbe sferrato al figlio e la remissione di querela presentata dalla moglie del 40enne, ha concluso la requisitoria avanzando un’istanza di assoluzione dalle contestazioni mosse a carico dell’uomo. Al termine della camera di consiglio, il giudice Francesco Rigato ha assolto il 40enne dalle contestazioni mosse a suo carico perché il fatto non costituisce reato.