Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Laziopride Viterbo, percorso a ostacoli

Alessio De Parri
  • a
  • a
  • a

La città si prepara ad accogliere il Laziopride, la manifestazione in difesa dei diritti Lgbt+ (lesbiche, gay, bisex e trans) in programma sabato 9 luglio. Martedì si è tenuta una riunione organizzativa in Comune, che deve ancora concedere il patrocinio all’evento richiesto dagli organizzatori. “E’ un patrocinio non oneroso ma di carattere etico e politico - chiarisce Anna Claudia Petrillo, segretaria Laziopride -, attraverso il quale si sceglie di rappresentare tutti i cittadini. Ci auguriamo che arrivi quanto prima da parte della neo sindaca Chiara Frontini, che peraltro abbiamo invitato, e che in passato ci è sempre sembrata disponibile nei nostri confronti”. Il Lazio Pride attende anche il patrocinio della Provincia, mentre sono arrivati quelli dei comuni di Caprarola, Montefiascone e Villa Sangiovanni in Tuscia, della Asl e della Biblioteca consorziale di Viterbo. La manifestazione prenderà il via alle 15.30 da Porta Romana (presso via delle Fortezze). Il percorso è stato già definito con la questura e prevede il passaggio del corteo lungo viale Raniero Capocci, all’esterno delle mura, poi la discesa in viale Fratelli Rosselli, accanto alla Camera di commercio, per attraversare piazza Verdi e proseguire su via Marconi e piazza del Sacrario, prima della conclusione prevista a Valle Faul.

"Abbiamo evitato di compiere un percorso completo nel centro storico - chiarisce Petrillo - in modo tale da provocare meno disagi possibili”. Sono stati già avviati contatti con il Comune che avrebbe sollevato delle perplessità soprattutto sulla prima parte del percorso, quella esterna alle mura, che potrebbe provocare pesanti ripercussioni al traffico. “ Stiamo valutando tutte le criticità - spiega Virginia Migliore, presidente Arcigay Viterbo -, se fermarci un po’ prima o arrivare un po’ più in là, e proprio per questo stiamo cercando di instaurare un dialogo con l’amministrazione”. Difficile, poi, fare previsioni sulla partecipazione all’evento. Al recente Laziopride di Albano hanno partecipato 8 mila persone, anche a Viterbo gli organizzatori sperano di arrivare a tanto.

“Nelle ultime settimane stiamo ricevendo ottimi riscontri sui social, c’è grande entusiasmo in vista dell’appuntamento viterbese - riprende Anna Claudia Petrillo -, per noi, però, indipendentemente dai numeri è già un successo organizzare il Pride in una città di provincia. Lo slogan che abbiamo scelto è Fuori dal medioevo proprio perché spesso Viterbo viene dipinta come una città poco tollerante verso gay e lesbiche. Una ragazza viterbese che ora vive fuori città, ad esempio, avrebbe voluto partecipare con orgoglio al Laziopride ma i genitori l’hanno fatta desistere ‘perché altrimenti si sarebbe potuto sapere’. Abbiamo conosciuto questa ragazza al Pride di Roma, e anche in quell’occasione ha dovuto evitare di raccontare ai genitori di essere stata presente. Una cosa è certa - conclude Petrillo -, il Pride è un evento che romperà inevitabilmente gli schemi. Ci auguriamo che quando i viterbesi vedranno la partecipazione dei propri cittadini paure, visioni arretrate e omofobie svaniranno. Per noi si tratta di una sfida che abbiamo accolto con entusiasmo, porteremo Viterbo fuori dal medioevo”.