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Viterbo, i dipendenti del Comune non si fidano di Frontini

Evandro Ceccarelli
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Caduta la prima testa, quella del dirigente del settore ambiente, Eugenio Monaco, in Comune dipendenti sul piede di guerra. Per la prima sindaca della città si annuncia, almeno per ora, una convivenza tutt’altro che pacifica. La defenestrazione di Monaco (a cui non è stato rinnovato il contratto a scadenza sottoscritto da Arena) è arrivata martedì: “Abbiamo in mente - gli ha detto Frontini - altri programmi”. Arrivederci e grazie. Quali siano questi programmi ancora non è però dato saperlo, anche perché la Chiara dalla parlantina facile e i modi fin troppo cordiali con cui ha conquistato i viterbesi in questi anni, ha all’improvviso chiuso la bocca. Parla solo col giglio magico, nel contempo fa cose e vede gente, ma sempre sotto la consegna del silenzio. Una sorta di Giano Bifronte, dice già qualcuno, ma chissà: diamogli il tempo di ambientarsi.

Sembra che a Monaco sia stata rimproverata la gestione del termalismo (vedi Bagnaccio) e sembra addirittura che, prima della comunicazione ufficiale, ad anticipargli che la sua testa sarebbe rotolata dalle scale del Palazzo è stata, via social, una candidata a consigliere e amica della sindaca. Al di là del termalismo, il vero motivo che avrebbe indotto Frontini a mandarlo via sarebbe l’appalto rifiuti. Un affare da quasi 10 milioni di euro l’anno da cui, per una che nella sua campagna elettorale durata 9 anni ha fatto della pulizia della città il suo cavallo di battaglia, potrebbe dipendere l’immagine e la tenuta della nuova amministrazione. Non è stato ancora reso noto il nome del sostituto, ma si tratterebbe di qualcuno individuato da qualche settimana su specifico suggerimento di chi sa come funzionano certe cose. Fatto sta che il caso Monaco ha generato un clima di (quasi) terrore in tutti gli uffici.

Ad aggravare la situazione, dicono i dipendenti, la manifestata volontà di Frontini di installare al più presto una piattaforma informatica (sembra di derivazione inglese e di stampo aziendalistico) attraverso la quale lei stessa, che si tiene la delega al personale, avrebbe la possibilità di verificare ogni mattina l’avanzamento delle pratiche affidate ai singoli uffici e quindi la produttività delle singole unità di personale. Tecnicamente lo chiamano software gestionale. Il punto, fanno già notare in Comune, è che, secondo la legge Bassanini, si tratta di un compito che non spetta alla politica, ma ai dirigenti. E’ con loro che il sindaco deve fissare gli obiettivi da raggiungere e, in ultima analisi, spetta solo a loro rispondere di eventuali mancanza. Dal canto suo, la sfera politica ha tutti gli strumenti che gli servono per cambiare i dirigenti o farli marciare diversamente.