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Viterbo, violenza sessuale. Padre accusato di aver abusato della figlia. La difesa: "Racconto non credibile"

V. T.
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Alle battute finali il processo a carico di un quarantenne accusato di violenza sessuale sulla figlioletta di 9 anni. Nel corso dell’udienza davanti al gip Giacomo Autizi, dedicata alle arringhe difensive, l’avvocato Giuliano Migliorati, che difende l’imputato, ha affrontato punto per punto le presunte lacune riscontrate nelle indagini preliminari, basandosi sulla Carta di Noto, strumento che disciplina la tutela dei minori in sede di testimonianza. All’opposto, l’avvocato Remigio Sicilia, che assiste la minore e la madre, si è focalizzato sulle dichiarazioni rese da entrambe in occasione delle sommarie informazioni e dell’incidente probatorio, soffermandosi sull’attendibilità della bimba. Intanto a maggio il pm Paola Conti ha avanzato un’istanza di condanna a 5 anni per il quarantenne, partendo dalla pena base di 9 anni, considerando le attenuanti e il rito abbreviato accordato che prevede uno sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

 

Stando alle ricostruzioni, a due anni dagli abusi, fu la mamma della bambina a fornire l’input alle investigazioni, condotte dagli uomini della squadra mobile e coordinate dal pm Paola Conti, che portarono all’arresto del 40enne il 14 dicembre del 2020. L’uomo, residente in Germania, ma domiciliato a Viterbo, finì ai domiciliari rafforzati dal braccialetto elettronico con l’accusa di aver abusato della propria figlia e adesso deve rispondere del reato di violenza sessuale aggravata. Secondo il quadro accusatorio il quarantenne avrebbe violato ripetutamente la piccina tra il 2017 e il 2018, che all’epoca aveva appena 9 anni, costringendola ad avere rapporti sessuali.

 

Non vivendo più sotto lo stesso tetto con il padre, la bimba si confidò con la madre. La madre, una volta aver ascoltato la confessione della figlia, si recò in questura e denunciò l’ex convivente. Gli ulteriori riscontri, emersi anche a seguito della credibilità riconosciuta alle dichiarazioni della piccolina, consentirono al pm Paola Conti di chiedere e di ottenere dal gip il fermo. All’udienza del 31 marzo, i periti nominati dal gip non hanno escluso del tutto l’abuso, non ritenendo necessario sottoporre la bambina a un nuovo controllo. Conclusioni che sono state contestate dal consulente di parte. Si torna in aula l’11 luglio.